Il sogno di Charlotte (parte 12) di Laura Clemente

Terminata la colazione, Charlotte tornò da James. Sarebbe partita quella sera stessa. Aveva in programma di viaggiare la notte e arrivare a destinazione il mattino seguente. Sarebbe tornata a Parigi e da lì avrebbe preso un ulteriore treno. Sì, ma per dove? In quelle poche ore che le restavano, Charlotte doveva tentare di capire da dove provenisse Lisa.

La sua ricerca iniziò dagli scatoloni con i vecchi ricordi della madre ed è proprio lì che trovò la risposta che cercava.

Riguardando le vecchie fotografie della mamma, ne trovò un paio di lei da bambina con un’altra bambina, che sembrava assomigliarle molto. Dato che la mamma non le aveva mai parlato di una sorella, concluse che doveva essere Lisa. Quindi Lisa era i sua zia o al massimo sua prozia e doveva avere gli stessi anni della madre. Cercò ancora finché trovò il diario della madre. Sapeva che non avrebbe dovuto. In ogni caso aspettò per leggerlo. Prima doveva ascoltare la storia del nonno che, probabilmente le avrebbe rivelato tutto.

Prima di andare da Will, Charlotte parlò con Linda e poi con James.

«Linda, ti posso rubare un minuto?»

«Certo cara, che mi devi dire?»

«Semplicemente grazie. Sei una persona fantastica e ti sono grata per esserti presa cura di James alla morte di mia madre. Se mai avessi bisogno di qualcosa, io ci sono. Poi volevo dirti che pensavo di trasferirmi di nuovo qui alla fine di questa mia avventura. Potrei imparare un mestiere o insegnare canto nelle scuole. Devo ancora pensarci bene. Comunque, avviserò James riguardo a i miei spostamenti. Se mai avessi bisogno di qualcosa, ve lo farò sapere. Ti voglio bene Linda, spero che, tornati alla normalità, possiamo diventare ottime amiche»

«Sicuramente, lo spero anch’io. Senti perchè non porti il marmocchio con te? Non vuole fare i compiti, non vuole aiutarmi con le faccende domestiche, ti adora. Se non è un disturbo, lo affiderei benissimo a te, in modo tale che io possa sbrigare un paio di consegne. Devo portare il materiale scolastico a due nuovi arrivati in paese. Quindi, ti lascio Chris?»

«Certo, sarò felicissima di passare un po’ di tempo con il mio adorato nipotino…Chris» chiamò Charlotte «Vuoi venire con me da Will?»

Una vocina piccina rispose di sì.

Così si diresse di nuovo dal nonno, questa volta con Chris a farle compagnia. Mentre il bambino giocava nel prato che circondava l’abitazione, Will raccontò a Charlotte tutto dal principio. Ci volle un po’ di tempo, ma, alla fine della storia, Charlotte capiva per quale motivo la mamma glielo aveva tenuto sempre nascosto e perchè ora era essenziale che la trovasse, che conoscesse Lisa Durant.

«Va bene tesoro, cominciamo dal principio. Era il lontano 1963 e io e tua nonna Angela ci eravamo sposati da poco più di due mesi. Eravamo tornati dalla nostra luna di miele in Argentina e, lei stava iniziando a dare lezioni di canto, io di musica strumentale e insieme cercavamo di dare forma alla nostra nuova sensazione. Angela era incinta di tre mesi, ma allo stesso tempo, anche qualcun altro aspettava una bambina, il mio migliore amico Steve. Pronta Charlotte, è una storia lunga e tagliente, ti aprirà qualche ferita piuttosto dolorosa. La vuoi proprio sentire?»

«Certamente nonno, è importante perchè io sappia come mai Lisa custodisce un segreto per me. Devo capire anche per lasciarmi alle spalle il dolore, ancora straziante,x della perdita di mia madre.» disse Charlotte convinta.

«Va bene. Allora ascoltami bene. Come ti ho detto io e Steve eravamo ottimi amici, ci conoscevamo da quando eravamo bambini e insieme avevamo condiviso gli orrori della guerra e, in tempi di pace, i primi amori. Lui aveva sposato Rosa e io Angela, due ragazze italiane conosciute per una ragione particolare. Durante la guerra le due sorelle ci avevano salvate dalla morte e noi per riconoscenza le avevamo portate con noi in Francia, quando in Italia c’era ancora il Nazismo, poi ci siamo innamorati e abbiamo messo su famiglia, finché un giorno ho rotto per sempre i legami con Steve e da quel momento Angela non fu più la stessa. Una parte di sé si spense con l’allontanamento di Rosa. Io invece, mi sentivo tremendamente in colpa per l’odio che Steve continuò, anche a distanza di anni, a nutrire nei miei confronti. Era la fine di un’amicizia durata vent’anni.»

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