B.B. King and Lucille 

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By Luisa Zambrotta

Il chitarrista americano B.B. King, figura molto importante nello sviluppo della musica blue, è morto esattamente sette anni fa, il 14 maggio 2015.

Fu uno dei musicisti blues più influenti di tutti i tempi e la sua tecnica chitarristica da virtuoso gli valse il titolo di “re del blues”. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987 ed è considerato uno dei “Three Kings of the Blues Guitar” , insieme ad Albert King e Freddie King (i tre kings/re possono anche far pensare ai tre re magi)

Riley B. King nacque nel 1925 in una piantagione di cotone. Cresciuto nel delta del Mississippi da bambino, lavorò in una fattoria e fu introdotto alla musica in chiesa, dove cantava musica gospel e a volte si esibiva anche professionalmente, ma gli era proibito cantare il blues, considerato “la musica del diavolo”.
Quando il suo datore di valoro gli diede dei soldi, comprò la sua prima chitarra per 15 dollari, importo che gli venne poi trattenuto dallo stipendio fino all’estinzione del debito.
King dedicò quindi alla musica blues e si accorse che guadagnava di più cantando e suonando la chitarra agli angoli delle strade il sabato di quanto non guadagnasse tutta la settimana nella piantagione.
Conosciuto alla radio locale, dove faceva il dj, come “Beale Street Blues Boy”, abbreviato in Blues Boy e infine con le sue famose iniziali B.B, King decise di incidere dischi.
Così lasciò il Mississippi per Memphis, Tennessee, che gli forniva l’eccitante atmosfera musicale che sognava. Vi si stabilì definitivamente nel 1948.

King si riferiva alla sua chitarra con il nome di Lucille. L’origine di questo soprannome risale al 1949 quando nel club in cui King e la sua band stavano suonando scoppiò un incendio in seguito al litigio tra due uomini che nella colluttazione avevano rovesciato una stufa, cioè un barile mezzo pieno di cherosene situato nel mezzo della sala da ballo. Il carburante in fiamme si rovesciò sul pavimento dando l’avvio a un incendio che si diffuse nella sala da ballo.

Il locale fu evacuato e King uscito dall’edificio in fiamme, si rese conto di aver lasciato dentro la sua amata chitarra Gibson da $ 30, per cui rientrò a recuperarla, a rischio della sua vita.
In seguito scoprì che i due uomini stavano litigando per una donna chiamata Lucille. Pertanto decise di dare quel nome a ciascuna delle sue chitarre successive per ricordare che bisogna essere sempre cauti, non mettersi in situazioni pericolose e non litigare per una donna . Le sue Lucille sono state più di quaranta e solitamente nere!

B.B. King intitolò il suo album del 1968 semplicemente Lucille, in cui una canzone di oltre 10 minuti parla della sua chitarra e di come ha preso il nome, e che inizia con queste parole:
“Il suono che state ascoltando
viene dalla mia chitarra
che si chiama Lucille.
Vado pazzo per Lucille.

Lucille mi ha portato fuori dalla piantagione.
Oh si potrebbe dire,
che mi ha portato notorietà.
non credo che potrei mai parlare abbastanza di Lucille.”

Poi spiega come
“Lucille mi ha praticamente salvato la vita due o tre volte.
Non scherzo, lo ha fatto davvero”

per esempio in un incidente d’auto in cui la sua macchina e si è ribaltata e Lucille ha tenuto fermo il veicolo, risparmiandogli la vita:
“Ricordo una volta che ho avuto un incidente automobilistico
e quando l’auto ha smesso di ribaltarsi, è caduta su Lucille,
che me l’ha tenuta lontano
davvero me l’ha tenuta lontano
Quindi quella è stata una volta in cui mi ha salvato la vita.”

Parla anche dell’incidente in discoteca e della sua continua gratitudine alla sua chitarra: perché
“Quando sono solo, prendo in mano Lucille”
oppure
“A volte quando sono giù sembra che Lucille cerchi di aiutarmi
a dire il mio nome ….
Quando le cose mi vanno male, posso sempre…
fare affidamento su Lucille.”

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  1. Grazie di cuore ❣️🎸❣️🎸❣️

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