Michele III l’Ubriacone (parte 1)

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By Luisa Zambrotta Blog

Il 29 gennaio 842 Michele III diventò imperatore d’Oriente, in seguito alla morte del padre Teofilo. Michele però aveva solo due anni, quindi la reggenza fu assunta dalla madre Teodora. Durante il regno di Teofilo non solo era iniziata la rinascita culturale bizantina, ma l’imperatore aveva anche cercato di migliorare le finanze dello stato e di combattere la corruzione. Si narra che un giorno, all’arrivo di una nave carica di prodotti provenienti dalla Siria, saputo che erano destinati alla moglie, li fece distruggere e poi raccomandò alla consorte di rivolgersi al mercato interno per i suoi acquisti , così da permettere allo stato di incamerare le tasse.

La moglie fu scelta mediante una sorta di concorso di bellezza, organizzato dalla matrigna Eufrosine in modo da fargli scegliere come nelle favole , la più bella del reame. La donna gli mise mela d’oro in mano, dicendogli: “ Prendila, e dalla a quella che più ti piace”

Mentre passava in rassegna le concorrenti per dare il suo giudizio, come Paride, Teofilo si fermò davanti alla bellissima Kassia e le rivolse la parola.
“Tutto il male ci viene dalla donna”, le disse, alludendo a Eva.
La giovane prontamente replicò:
“Ma è anche dalla donna che ci viene tutto il bene possibile”, riferendosi probabilmente a Gesù.
Risposta troppo ardita che non piacque all’imperatore: non sapendo come ribattere, per orgoglio, passò oltre e assegnò la mela a un’altra concorrente, Teodora .

Dopo questo episodio Kassia fondò un monastero di cui diventò la badessa e cominciò a dedicarsi alla composizione di inni sacri, aforismi e epigrammi.
Si narra che l’imperatore Teofilo, che era sempre segretamente rimasto innamorato di lei, chiese di vederla ancora una volta prima di morire. Si recò pertanto al suo monastero dove Kassia, che non aveva dimenticato Teofilo pur avendo dedicato la sua vita a Dio, stava scrivendo un inno.
Per evitare che l’affetto per lui potesse sovrastare il suo sentimento religioso, lasciò il suo inno incompiuto sul tavolo e si nascose. Teofilo la cercò invano, e quando, triste, addolorato e sul punto di lasciare la stanza notò quel foglio con l’inno incompiuto lo prese, lo lesse e lo concluse.
E’ un cantico alla penitenza, che inizia con la frase “Signore, questa donna trascinata in molti peccati…” e descrive le sensazioni di una peccatrice nel momento in cui, inginocchiata davanti a Gesù, gli bacia i piedi e lo implora: “Non ti allontanare dalla Tua ancella o Tu la cui misericordia è infinita.”

L’Inno di Kassia (o di Kassiani) viene ancora cantato dagli ortodossi durante la settimana santa.

(1. Continua)

Immagine: Icona di Santa Kassia

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