Intervista a Lorella Costa sul romanzo La stirpe dei Wurdalak By Marisa Salabelle

La stirpe dei wurdalak (scritto in collaborazione con Bepi Vigna, Arkadia editore, 2022)

Lorella Costa e io non ci conosciamo di persona, ma abbiamo molte cose in comune: siamo entrambe cagliaritane, abbiamo un blog su WordPress e abbiamo pubblicato, nello scorso ottobre, esattamente nello stesso giorno, un libro presso l’editore Arkadia. Scorrendo la sua biografia, mi rendo conto che Lorella lavora da molti anni nel mondo della cultura, seguendo progetti, facendo editing e collaborando con varie associazioni culturali. Ma se non ho capito male questo è il suo primo romanzo. È così, Lorella?

Si, è il mio primo romanzo. Ho collaborato alla realizzazione di diversi libri con ruoli differenti, dalla progettazione editoriale all’editing per esempio, ho curato prefazioni e postfazioni, ma La stirpe dei wurdalak è il mio primo romanzo e sono davvero felice di questo traguardo, perché ho sempre scritto moltissimo! E il blog su WordPress, che ci accomuna, ne è la dimostrazione.

Si tratta di un romanzo a quattro mani, scritto in collaborazione con Bepi Vigna, un autore molto noto soprattutto nel mondo del fumetto. Come è nata l’idea di scrivere un romanzo insieme, e come funziona la creazione di un’opera a quattro mani?

Collaboro con Bepi da molti anni, soprattutto sul fronte della progettazione culturale; lui aveva scritto un breve soggetto, in cui si raccontava di una giovane misteriosa, ritrovata tra le macerie del terremoto del 2009, in Abruzzo, con una pallottola d’argento conficcata nella testa. Lorena Diodati, questo il nome inciso su un prezioso medaglione che la ragazza porta al collo, ha perso la memoria, deve ritrovare la propria identità, costruire nuovi legami, e Bepi mi ha chiesto di sviluppare la sua storia, ritenendo che lo “sguardo narrativo” di una donna potesse conferire maggiore profondità al personaggio. Devo dire che mi sono lasciata trasportare dalla scrittura: ho creato nuovi personaggi e sviluppato ulteriormente la trama; periodicamente io e Bepi ci consultavamo sul materiale, ci siamo confrontati sui vari nodi narrativi e abbiamo discusso, a lungo, su alcuni aspetti che ci vedevano in disaccordo. È stato davvero interessante lavorare così, potermi confrontare con uno sceneggiatore come Bepi ha rappresentato un’opportunità stimolante e credo che lavorare a quattro mani abbia conferito uno spettro più ampio di sfumature al romanzo.

Fin dal titolo il romanzo si presenta molto particolare: La stirpe dei wurdalak. Vorresti spiegare chi sono i wurdalak e che cosa ti ha attratto in loro, tanto da metterli al centro del tuo romanzo?

Il wurdalak è un personaggio del folklore russo, un vampiro che succhia il sangue delle sue vittime e le trasforma a sua volta in wurdalak; Lorena Diodati appartiene a un’antica stirpe di vampiri, ma effettivamente le sue origini sono italo-serbe, sua madre Katerina da bambina la chiamava “piccola volkodlak”, rifacendosi alle storie della sua terra. La scelta della parola “wurdalak” per il titolo è stata concordata con l’editore, la parola è estremamente evocativa, sia in letteratura per il famoso racconto “La famiglia del wurdalak” di Tolstoj, sia per gli appassionati di fumetto, in Satanik e Alan Ford.

Il vampiro, indipendentemente da come lo si chiami e a quale cultura si faccia riferimento, è una creatura che ha attraversato la letteratura, perché capace di interpretare i cambiamenti della società: dalle storie gotiche ottocentesche, in cui incarnava l’orrore e al contempo il fascino del proibito, con marcate allusioni alla sfera sessuale, ai vampiri del novecento, come quelli narrati da Anne Rice, che diventano delle vere e proprie star o, di contro, si pongono il problema delle loro origini, della moralità del loro agire, fino ai vampiri degli anni 2000, che incarnano il diverso, “l’altro” con cui confrontarsi. Si tratta, in definitiva, di personaggi e protagonisti ideali, mantengono la bellezza e il fascino dei racconti popolari e della letteratura gotica che, per prima, li ha consacrati, ma sono capaci di evolversi, tra le pagine della letteratura di ogni tempo e di raccontare, come direbbe J.R.R. Tolkien, “la realtà in trasparenza”. Non ti nascondo, inoltre, che è stato divertente giocare con la tradizione letteraria e cinematografica legata alla figura del vampiro, con citazioni varie sparse nel libro che gli appassionati del genere potranno divertirsi a individuare!

Lorena, la protagonista, appartiene a una stirpe di vampiri ma non lo sa, perché in seguito a un grave trauma ha perso la memoria. All’inizio del libro ci appare quindi come una giovane donna innocente e del tutto ignara del giro di interessi che investe la sua persona: qual è il suo atteggiamento nei confronti di coloro che la circondano? E qual è la sua reazione nel momento in cui la verità, o almeno una parte di essa, le viene rivelata?

Lorena non ricorda il suo passato e non riconosce il mondo che la circonda: ha difficoltà a utilizzare i più banali strumenti tecnologici e a svolgere mansioni tipiche della vita quotidiana. All’inizio del romanzo è come una bambina, impaziente di imparare tutto e, talvolta, capricciosa e volitiva; per questo motivo ho scelto di affiancarle Emma, una ragazzina vivace e affettuosa ospite nella casa-famiglia in cui Lorena trascorre la convalescenza, con cui instaura un rapporto autentico d’amicizia e, infine, sorellanza. Lorena impara velocemente ed è molto istintiva, capisce di non potersi fidare di chi la circonda, anche se non sa bene perché.  Quando scopre la sua vera natura è, ovviamente, sconvolta, eppure sente di aver finalmente ritrovato la parte più autentica di se stessa: i ricordi del suo passato sono confusi, ma anche se la verità è difficile da accettare, Lorena è consapevole di dover ripartire da quella terribile rivelazione per costruire la sua nuova vita.

Sotto l’aspetto del romanzo d’azione e di intrattenimento, La stirpe dei wurdalak tocca in realtà una serie di tematiche di estremo interesse. Intanto, il tema della diversità. Lorena è “diversa” e pertanto può essere oggetto di discriminazione e di pregiudizi. Vuoi dire qualcosa a questo proposito?

Come ho già scritto, la figura del vampiro si presta al racconto della diversità, con innumerevoli sfumature di significato. Lorena vive questa condizione in modo profondo e duplice: in quanto vampiro, ha delle caratteristiche che le rendono complicato rapportarsi con gli esseri umani, ma i suoi stessi simili, la sua famiglia per esempio, così rigidamente aristocratica e ancorata a vetuste tradizioni, la percepisce come diversa e tenta di controllarla e limitarne le libertà. L’amnesia, l’esperienza nel mondo degli esseri umani e l’amicizia con Emma, hanno reso Lorena una creatura “di mezzo”, a cavallo fra due mondi: la parte del romanzo ambientata a Oslo, in cui Lorena frequenta l’università e cerca di ottenere la sua indipendenza, in cui decide di trasformarsi anche fisicamente per affermare se stessa, rappresenta proprio questa duplicità.

Un altro tema interessante è quello del rapporto che una persona, in questo caso un vampiro, ha con il suo istinto e la sua volontà di superare certi impulsi, di “addomesticarsi” in qualche modo. In che modo è possibile allontanare da sé un istinto pericoloso? Ed è giusto rinnegare la propria natura, anche con l’aiuto della scienza?

Sono davvero contenta di questa domanda, Marisa, perché rappresenta per me un punto fondamentale del romanzo. Per sopravvivere i vampiri hanno necessità del sangue umano, ma il progresso della scienza ha in parte mitigato questa esigenza: l’evoluzione, tuttavia, non è priva di conseguenze e per i protagonisti della storia si prospetta un dilemma di non facile soluzione, che ha molto a che vedere con la libertà, di essere se stessi e di assecondare la propria natura. La questione morale pura e semplice, tuttavia, è inquinata da interessi di potere molto concreti, per cui la scelta tra istinto e ragione non appare così scontata. Io e Bepi speriamo di poter sviluppare ulteriormente in futuro questo tema, perché i “nostri” vampiri, come specie, stanno attraversando una fase evolutiva delicata, in cui Lorena potrebbe avere un ruolo fondamentale.

Intorno a Lorena gira un mondo di interessi scientifici, economici e di potere. Qual è il motivo di ciò e cosa puoi dirci in proposito, senza troppo svelare del plot del romanzo?

Nella diversità di Lorena risiede la sua condanna, ma anche la peculiarità per cui è così preziosa per le differenti fazioni che, in modi diversi, se la contendono. C’è la famiglia Diodati, che per Lorena desidera un matrimonio d’interesse, c’è l’ente benefico che ha aiutato Lorena e intende ritrovarla ad ogni costo dopo la sua sparizione dalla casa-famiglia che la ospitava, ci sono giornalisti e forze dell’ordine interessati a scoprire la sua vera storia. La trama del romanzo si basa, in gran parte, sul controllo, esercitato sulla  volontà e sul corpo di Lorena; il tema della sessualità, per esempio, è fondamentale per la protagonista, perché da istinto da frenare e mitigare, da controllare fin quasi alla violenza, si trasforma in uno strumento di libertà e di consapevolezza di sé, quasi un super-potere attraverso cui autodeterminarsi. Il viaggio di Lorena alla scoperta di se stessa e del mondo che la circonda non è indolore, ma spero possa essere appassionante e stimolante, per le lettrici e per i lettori in egual modo.

Un comentario en “Intervista a Lorella Costa sul romanzo La stirpe dei Wurdalak By Marisa Salabelle

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s