L’agente letterario —Parte prima di Marisa Salabelle

L’ennesimo editore le aveva chiuso la porta in faccia e la scrittrice si sentiva terribilmente scoraggiata. Molto probabilmente le cose che scriveva non erano abbastanza buone, avevano ragione tutti quei sapientoni delle riviste online che pontificavano:

«Hai mai pensato che se nessun editore pubblica i tuoi romanzi forse è perché sono semplicemente brutti? Fa’ una cosa, getta via la stilografica, spegni il computer e va’ a zappare la terra, che forse ti si addice di più!»

Certo, doveva essere proprio così. La scrittrice archiviò il suo materiale cartaceo in grandi raccoglitori che portò in soffitta, seppellì quello digitale in una remotissima sottocartella del suo pc e giurò di dedicarsi al giardinaggio o alla produzione di torte. Ma a volte il destino è beffardo e proprio quando stava cominciando a farsene una ragione le arrivò una mail da parte di un’amica che aveva conosciuto in rete e che come lei era aveva un manoscritto nel cassetto e aspirava a vederlo pubblicato. L’amica aveva contattato l’addetto stampa di una piccola casa editrice e gli aveva aperto il suo cuore. L’addetto stampa proprio in quel periodo stava aprendo una piccola agenzia letteraria e accettò di leggere a titolo gratuito il suo romanzo familiare Nonna Celestina lavorava a maglia.

«Quell’uomo è molto gentile», le disse l’amica, «gli ho parlato di te, sai quanto ho apprezzato la tua Triste storia dell’Infanta Margherita e della sua mascella prominente. Perché non gli scrivi?»

Piena di speranza, la scrittrice inviò una mail all’agente. L’agente le rispose a stretto giro:

«Ho adorato il tuo romanzo», disse, «e ho già in mente un importante editore a cui proporlo.»

Alla scrittrice si piegarono le ginocchia. «Ho adorato il tuo romanzo»? Se tutti coloro cui l’aveva dato in lettura ci avevano trovato lacune, debolezze, criticità, addirittura errori grammaticali e nomi non appropriati attribuiti ai personaggi! «Un importante editore»? Se manco la tipografia sotto casa l’aveva voluto. Cosa diavolo stava succedendo?

Nel giro di qualche settimana l’agente si rifece vivo: aveva veramente contattato una grossa casa editrice che a sua volta aveva apprezzato moltissimo il manoscritto, bello, bellissimo, da pubblicare senza indugio. La scrittrice aveva le traveggole. Dov’era la trappola? Quanti soldi voleva il grande editore per pubblicare il suo romanzo?

«Soldi? Stai scherzando? Questa è gente seria! Saranno loro a corrisponderti un prezzo per la tua opera.»

La scrittrice non stava nella pelle dalla felicità. Scrisse all’amica di penna:

«Ho una grande novità da comunicarti: l’Infanta Margherita verrà pubblicata dall’editore ***! Il tuo consiglio di rivolgermi a quell’agente è stato risolutivo! E per Nonna Celestina ci sono novità?»

«Sono contenta per te», rispose l’amica, «purtroppo Celestina è rimasta al palo: pare che i suoi lavori a maglia non siano abbastanza rifiniti…»

La scrittrice si sentiva in colpa.

(Blog di Marisa)

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