Libri dell’anno – Parte seconda- by Marisa Salabelle

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Nel 2021 sono usciti molti libri di autori italiani che apprezzo e che ho letto molto volentieri. Fra i tanti, vorrei ricordare Fifty-fifty, di Ezio Sinigaglia, uno scrittore straordinario, con una capacità linguistica eccezionale e una fantasia inesauribile. Fifty-fifty parla dell’amore impossibile tra il narratore, di cui conosciamo solo il cognome, Aram, e un bel giovanotto chiamato Stefano; di una gita in tenda nel Conero, di un week end in una villa in Versilia, di una compagnia di gente stravagante e bizzarra. Di tutt’altro genere è Il cannocchiale del tenente Dumont, di Marino Magliani, un altro scrittore raffinatissimo: si parla di tre reduci della campagna d’Egitto di Napoleone e della loro diserzione; del loro nascondersi e girovagare su per le colline liguri, spiando e venendo spiati, e a questo proposito si intuisce l’importanza del cannocchiale. Tra le uscite di Arkadia, che seguo per ragioni facilmente intuibili, essendo la mia casa editrice, ce ne sono alcune che spiccano per qualità e interesse: Floridiana, di Emanuele Pettener, la vicenda di un settantenne che lascia la moglie e la propria casa perché non si sente capito e apprezzato, salvo poi rimpiangere amaramente quella che è la donna della sua vita: un romanzo introspettivo e divertente, che ricorda per certi aspetti alcune opere di Philip Roth. Cantico dell’abisso, di Ariase Barretta, che narra di una famiglia fortemente disfunzionale e abusante, e di due bambini costretti a far fronte a una realtà davvero troppo dura: uno dei due soccombe, l’altro invece riesce a trovare una sua strada. Nonostante il tema scabroso, Cantico dell’abisso è un libro che non indulge in morbosità e che riesce a trovare una sua poesia. Di abusi parla anche La bambina dagli occhi d’oliva, di Davide Grittani: qui siamo in presenza di un noir le cui atmosfere ricordano apertamente Dario Argento e il suo capolavoro Profondo rosso.

Un altro libro che mi ha colpito molto è I Pellicani, di Sergio La Chiusa. Non si parla di uccelli ma di un padre e un figlio, il cui cognome per l’appunto è Pellicani. Il figlio, dopo vent’anni, va a casa del padre, che vive in un palazzo in disfacimento in un quartiere desolato: suo padre è a letto, moribondo, ma Pellicani figlio non gli crede, vuole che si alzi, gli rinfaccia vecchi torti, lo accusa di fingere la malattia per sottrarsi alle sue responsabilità.  E ancora, desidero ricordare I miei stupidi intenti, di Bernardo Zannoni, la vita di una faina raccontata da lei medesima. Cito solo di sfuggita Due vite, di Emanuele Trevi, sia perché ho già avuto modo di parlarne, sia perché è uscito nel 2020. L’ultimo libro che ho letto nel 2021 è Anatomia del ritorno, di Paolo Ciampi: l’autore fiorentino, spirito inquieto, amante dei viaggi, trascorre una vacanza a Itaca e, complice l’Odissea, riflette sull’importanza del ritorno per colui che parte. Un testo breve, di piacevole lettura, come sempre i libri di Paolo Ciampi, ma ricco di riflessioni interessanti e mai scontate.

Questi libri, questi scrittori (a parte Trevi) difficilmente li troverete in cima alle classifiche: di alcuni di loro forse non conoscerete nemmeno il nome. Eppure si tratta di autori eccellenti, sia per qualità della lingua, che per le storie che raccontano. Ognuno a questo punto si senta libero di fare le proprie riflessioni!

Mentre scrivo queste note, mi viene da pensare che non ho citato nemmeno una scrittrice. E me ne addoloro. La questione però è complessa e merita un post a sé stante…

2 Comentarios Agrega el tuyo

  1. aure1970 dice:

    Grazie per i preziosi consigli

    Le gusta a 1 persona

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