Umore e Postura by Gennaro Rinaldi

(Blog di Gennaro)

Le nostre emozioni possono influenzare la nostra postura corporea?

Certamente si, ed è abbastanza evidente che alcuni stati emotivi hanno posture corporee caratteristiche, come nel caso della depressione.

Alcuni studi sulle nuove prospettive dell’embodied cognition suggeriscono che potrebbe anche valere il contrario, e cioè che in alcuni casi è proprio la postura che assumiamo che può avere una influenza diretta sulle nostre emozioni.

Secondo la embodied cognition corpo e mente sono profondamente legati l’uno all’altro e quindi i processi cognitivi hanno una influenza diretta con il corpo e il corpo influenza i processi mentali, ed entrambi hanno una interazione diretta e continua con il mondo circostante. Quindi anche il corpo e nel caso specifico, la postura, può determinare stati mentali specifici.

Gli studi in questo ambito hanno mostrato che assumere una postura dritta può avere effetti significativi sulle nostre emozioni e sul nostro umore; può, ad esempio, renderci più orgogliosi dopo un successo, dotarci di maggiore autostima, aumentare le nostre abilità nell’approcciare a compiti complessi e stressanti, fronteggiare efficacemente ambienti e situazioni relazionali potenzialmente ansiose.

Per capire se il cambiamento di postura potesse avere qualche effetto positivo su persone con sintomi depressivi, i ricercatori dell’Università di Auckland (2017), hanno coinvolto 61 soggetti con sintomi depressivi non molto gravi e li hanno divisi in due gruppi. Il gruppo di controllo manteneva, durante l’esperimento, ha mantenuto la postura abituale, l’altro veniva istruito, invece, ad assumere una postura specifica: mantenere lo sguardo dritto davanti a sé, spalle dritte e immaginare di protendere la parte superiore della test verso il soffitto.

Photo by John Diez on Pexels.com

Successivamente i soggetti di entrambi i gruppi venivano invitati a fare compiti abbastanza stressanti, fra cui quello di tenere un discorso in pubblico. Prima e dopo queste prove, venivano invitati a compilare dei questionari per valutare il proprio umore.

I risultati finali hanno mostrato che coloro che avevano assunto una posizione eretta (e per loro inusuale) avevano riferito un minor livello di stanchezza e un umore più elevato rispetto all’altro gruppo. Avevano, inoltre, utilizzato più parole durante il discorso in pubblico e avevano ridotto l’uso di pronomi come “me” ed “io”. Questo tipo di comportamento suggerisce un umore meno negativo, un aumento dell’autostima, minore autoriferimento (focalizzarsi continuamente solo su se stessi); tutti aspetti legati alla depressione.

Questo tipo di esercizio fisico può sicuramente essere utilizzato in maniera efficace, per “accompagnare” e supportare il trattamento psicoterapeutico dei casi meno gravi di umore depresso. Ovviamente non può assolutamente sostituirsi alla psicoterapia o alla terapia farmacologica.

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