Indiscrezioni sulla morte di Caterina la Grande by Luisa Zambrotta

(Blog di Luisa)

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 Vigilius Eriksen: Ritratto equestre di Caterina II (1762)

Negli anni successivi alla morte della zarina Caterina II di Russia, avvenuta il 16 novembre 1796, nacquero svariate leggende.

Alle sei di quel mattino la sessantasettenne Caterina, come d’abitudine, si alzò, bevve il suo caffè e dichiarò alla sua dama di compagnia di aver dormito molto bene, così bene come non le capitava ormai da tempo. Poi si dedicò come di routine alla sua corrispondenza.
Circa tre ore dopo, verso le nove, il suo attendente, preoccupato perché non era stato convocato come previsto dalla zarina che a quell’ora dava udienza a ministri, generali e alti funzionari, aprì la porta e la scoprì riversa al suolo agonizzante, con il viso violaceo e il polso debole.
Il corpo fu sollevato dal pavimento e trasportato nella stanza ma, malgrado i tentativi di salvarla, Caterina II non si riprese dal coma e spirò quella sera stessa, circa dodici ore dopo essere stata trovata.

La causa del decesso fu attribuita a un attacco cardiaco, o, secondo altre fonti. a un’emorragia cerebrale.

Solo in seguito sorsero varie leggende su quella morte, che appartengono a quel filone di affermazioni stravaganti sulle sue abitudini sessuali, che venivano spesso inventate dai nemici per screditarla. Cosa non del tutto sorprendente, dato che molte donne potenti erano state accusate di devianza sessuale, a partire da Cleopatra.

Caterina invece era solo una donna libera, spesso irrispettosa dei canoni, e alla ricerca di un normale appagamento sessuale (considerato “smisurato” dagli uomini dell’epoca): in altre parole si comportava come solo un uomo del suo tempo poteva permettersi.

La leggenda più diffusa emerse qualche tempo dopo la sua morte e nacque in Francia – paese rivale e spaventato per la crescente potenza della Russia in Europa – tra le classi alte allo scopo di macchiare la sua reputazione.
In essa si sostiene che la zarina venne schiacciata quando un’imbracatura che reggeva un cavallo posizionato sopra di lei si spezzò, causandone la caduta. La teoria implicava che avesse fatto sesso con il cavallo e combinava, nella mente di molti, il suo appetito sessuale e il suo amore per i cavalli. I suoi servi infatti riferivano che amava trascorrere ore nelle stalle in compagnia dei suoi amati stalloni arabi.

Una variante attribuiva la morte a un’emorragia interna dopo aver fatto sesso con un cavallo.

Secondo un’altra storia la zarina morì sul water quando il suo sedile si ruppe sotto il suo peso, leggenda scherzosamente citata anche da Aleksandr Pushkin in una delle sue poesie senza titolo, il cui ultimo verso potrebbe essere interpretato anche come “… e morì seduta sul water”.
Anche se la toilette è un luogo abbastanza comune di morte, un decesso imperiale avvenuto in tal luogo era intrinsecamente umiliante e usato per offuscarne la memoria storica.

Di questa teoria esisteva anche una versione criminosa: un presunto omicidio compiuto utilizzando delle lame a molla nascoste nel sedile del water, che si erano attivate non appena la sovrana vi si era appoggiata sopra.

Un’ultima leggenda, più allegra, afferma che Caterina morì per le eccessive risate. La sera precedente infatti aveva riso a crepapelle assistendo allo spettacolo offertole da un suo paggetto per farla divertire. Questi era abile nel farsi dondolare la parrucca in testa, cosa che l’imperatrice, che amava ridere, trovava spassosa: pare che lei stessa fosse orgogliosa della sua abilità nel far muovere l’orecchio destro. Quella sera il valletto si era travestito da venditore ambulante e si era recato nell’appartamento dell’imperatrice per vendere ogni sorta di giocattoli e di cianfrusaglie.  Caterina aveva trovato la cosa molto buffa e aveva riso così tanto da buscarsi una terribile colica per il troppo ridere.

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  1. Grazie di cuore 💜🧡💜🧡💜

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