Il melograno responsabileby Giovanna Fumagalli

Blog di Giovanna

Circa cinque anni fa, in occasione della festa della mamma, mio marito ed io avevamo regalato a mia suocera un piccolo albero di melograno, pianta che io amo molto (infatti ne avevo regalata una di benvenuto anche ai nostri nuovi e fantastici vicini di casa, vero Simo?) perché, non so se ne siete a conoscenza, il suo frutto è simbolo di abbondanza.
I piccoli e numerosi grani squisiti che si trovano dentro il frutto (gli arilli) rappresentano ricchezza, fertilità, prosperità e regalare questa pianta è di buon auspicio!
Dopo qualche anno, quando ho visto che la pianta di mia suocera non produceva frutti e che lei non era più in grado di prendersene cura, ho deciso di andare a riprenderla e le ho trovato un posto d’onore nel mio giardino, certa che con le mie attenzioni, in breve tempo avrebbe cominciato a fruttificare.

In realtà non è andata proprio così.

“Forse non dovevamo spostarlo” mi ripeteva ogni tanto mio marito e quasi mi aveva convinta.

Sono dovuti trascorrere altri due anni infatti, prima che potessimo cominciare a vedere qualche risultato, e quest’anno finalmente ho contato dieci piccoli melograni.

Dico la verità, mi sono sentita sollevata, perché mi sembrava di aver caricato quel povero alberello di una grande responsabilità.

Vi ho raccontato questa storia del melograno perché in questi giorni la parola responsabilità risuona con insistenza nella mia mente.

RESPONSABILITA’

L’origine di questa parole deriva dal latino respondere, rispondere.

La responsabilità è la capacità di impegnarsi a rispondere a qualcuno o a se stessi delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano.

Ciò presuppone una grande libertà: si può rispondere delle proprie azioni solo se sono frutto di una libera scelta.

“La libertà è la volontà di essere responsabili di noi stessi.”

Nietzsche

Prendere decisioni, farsi carico delle proprie azioni, muovere passi verso una direzione piuttosto che un’altra, pronunciare o meno determinate parole, significa essere consapevoli di ciò che produrranno, perché in qualche modo andranno a incidere profondamente nella nostra vita, o in quella di altre persone, obbligandoci ad accettarne gli esiti.

Certo non tutte le decisioni dipendono da noi e qualche volta pensarlo è di grande sollievo, ma come scriveva Martin Luther King

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”

Io credo che la responsabilità sia un grande fardello che esige di essere maneggiato con cura, perché ciò che facciamo andrà a influenzare in un modo o nell’altro, tante vite a cui siamo vincolati.

Spesso ci penso alle responsabilità che mi assumo ogni santo giorno della mia vita:

come counsellor accolgo le persone in difficoltà, pronuncio parole che vanno a depositarsi nel loro cuore e nella loro mente, producendo qualche volta, cambiamenti importanti,

come genitore, a volte resto sveglia la notte pensando ai consigli che ho elargito, alle decisioni che ho imposto, ai cambiamenti che ho portato nelle vite dei miei figli dimenticandomi qualche volta di chiedere loro il permesso di farlo,

e infine penso alla responsabilità che sento nei confronti di tutte le persone con le quali ogni giorno ho il privilegio di tessere relazioni di grande spessore e significato, che ripongono nei miei confronti stima e fiducia delle quali voglio sentirmi degna.

Eppure, nonostante la fatica indiscussa, esiste un modo per sostenere questo carico.

Sentirsi responsabili non significa promettere che non commetteremo mai errori, quanto piuttosto che ci impegneremo sempre per cercare di fare bene ogni cosa, consapevoli della nostra fragilità, delle nostre debolezze, ma soprattutto della nostra povera umanità.

Attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
Jovanotti

Care amiche, vi auguro che chi vi ama, almeno oggi possa sollevarvi dalle vostre responsabilità,
regalandovi una bellissima domenica di leggerezza

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