Il giovanissimo imperatore di Russia by Luisa Zambrotta

Il 29 maggio 1727, Pietro II Romanov (1715-1730)nipote di Pietro il Grande, divenne zar di Russia, alla morte della sua seconda moglie Caterina. (vedi qui: La lavandaia che divenne zarina)
Purtroppo durante la sua infanzia Pietro era stato per lo più ignorato, e solo nell’ultimo periodo, quando divenne chiaro che sarebbe stato l’erede , non fu più tenuto quasi in reclusione, ma in un certo modo preparato al compito che l’avrebbe atteso.

Diventato zar a soli 11 anni di età, Pietro II non fu mai in grado di governare autonomamente: il potere fu posto nelle mani dei suoi tutori, uno dei quali fu il cancelliere Menšikov, che pensò di farlo fidanzare con sua figlia Maria. Il patto venne ufficializzato nel 1726 quando i promessi sposi avevano rispettivamente 11 e 15 anni. Come conseguenza, alla giovane principessa fu assegnato il trattamento di “Altezza imperiale” e un appannaggio annuo di 34.000 rubli.

Quando il cancelliere cadde in disgrazia e venne esiliato con tutta la famiglia, compresa Maria, in Siberia, Pietro cadde sotto l’influenza di altri tutori: la famiglia Dolgorukij. Ivan Alekseevič Dolgorukov approfittò del ruolo predominante sul giovane zar Pietro II, che aveva appena quattordici anni, e colse l’occasione per farlo fidanzare con sua sorella Ekaterina Alekseevna Dolgorukova.
Il 19 novembre 1729 venne dato l’annuncio ufficiale del prossimo matrimonio, che garantiva alla giovane il titolo di “Altezza imperiale” e “augusta fidanzata”.
Quando Ekaterina fu fatta arrivare a palazzo, la corona dorata che sovrastava la sua carrozza urtò contro l’ architrave del portone e si ruppe cadendo per terra. La folla radunata ad accoglierla vi lesse un brutto presagio.

Il giorno dell’Epifania del 1730 i promessi sposi assistettero alla tradizionale benedizione delle acque: Pietro II restò a cavallo sulla Moscova ghiacciata per quattro ore e la sera stessa accusò una forte emicrania, febbre e brividi. I medici di Corte all’inizio pensarono si trattasse del gelo patito sul fiume, ma poi si accorsero che era vaiolo.

Venne programmato in tutta fretta il matrimonio per il 30 gennaio, per garantire a Ekaterina la successione al trono. Ma Pietro era ormai quasi moribondo e nonostante fossero stati fatti tentativi, sul letto di morte, di farla rimanere incinta, questi non ebbero successo.
Purtroppo alle prime ore del 30 gennaio 1730, il giorno fissato per le nozze, il ragazzo spirò.
Ivan Dolgorukov , che aveva preso parte attiva alla stesura di un falso testamento, annunciò alla folla di dignitari convenuta a palazzo che Sua Maestà aveva designato come erede al trono russo l’ “augusta fidanzata”. Ma non riuscì nel suo intento.

Pochi minuti prima del decesso, in preda al delirio, il giovane Zar aveva ordinato di andare a prendere sua sorella Natalya. Purtroppo la ragazza, a cui egli era particolarmente legato e che era l’unica che avesse una qualche influenza benefica su di lui, era morta da oltre un anno.

Immagine: Ritratto di Pietro II di Russia ( Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo)

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