Wallis e il suo principe azzurro (7) by Luisa Zambrotta

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Cannes, 11 dicembre 1936

Re Giorgio V, suo padre, lo convocò più volte per criticare il suo comportamento non molto decoroso. Gli aveva già consigliato di trovarsi una ‘bella ragazza inglese’ perché, pur essendo ancora adorato dai sudditi, non sarebbe sopravvissuto all’erosione della sua reputazione causata dalle chiacchiere sempre più dannose che circondavano la sua vita privata. Si dice anche che, il giorno in cui il terzogenito Henry si sposò con Marina di Grecia, il Re si sia lasciato sfuggire che si augurava che David non si sposasse mai e quindi non avesse eredi.
L’ultima volta che affrontò con il primogenito il penoso argomento dello scandalo suscitato dal suo ‘affaire’ con l’amante di turno, si dice che David si sia inalberato, polemizzando vivacemente sull’uso delle parole: era inappropriato definirla ‘amante’, in quanto non avevano rapporti sessuali.

La cosa sembra un po’ strana, tuttavia la Signora una volta mi ha confidato in modo un po’ indecifrabile di non aver mai permesso a nessun uomo di andare al di sotto della sua linea ‘Mason–Dixon’. Siccome non capivo bene a cosa alludesse, ho chiesto timidamente dei chiarimenti, ma lei si è limitata a darmi una spiegazione geografica: quello è il confine tra la parte settentrionale e quella meridionale degli Stati Uniti. Nient’altro. Non ho avuto il coraggio di insistere, anche perché non me la sono mai sentita di incamminarmi su un terreno minato. Temo infatti che sia affetta da una qualche strana malattia collegabile alla sessualità.
Quanto al principe, la Padrona mi ha lasciato intendere fin troppo bene che il nomignolo di ‘piccolino’ non si riferisce certo alla statura!

Anche se la loro relazione era sgradita a re Giorgio e alla regina Mary, dopo molte insistenze da parte del figlio, essi accettarono di ricevere la divorziata americana a Buckingham Palace.
Ricordo ancora quel giorno: la mia Padrona aveva un aspetto davvero regale, reso ancor più sfarzoso dalla tiara presa a prestito da Cartier. Ma l’incontro la lasciò profondamente amareggiata.
La regina dichiarò che non le avrebbe mai più consentito di avvicinarsi, e si sussurra che l’abbia definita volgare e ‘ipnotizzatrice sessuale‘.
Il re, oltraggiato dal fatto di aver dovuto ricevere ‘quella donna’ in casa sua ordinò di escluderla da ogni ulteriore invito, persino dai festeggiamenti del Giubileo in preparazione per l’anno successivo.
Anche la Duchessa di York fece la sua parte, sostenendo di non volerla più vedere e aggiungendo che si sarebbe immediatamente allontanata da ogni ricevimento se vi avesse trovato anche lei. E pensare che la mia Signora mormora che quella Elizabeth sia solo la figlia di una cuoca francese, e che sia gelosa di lei perché, in passato, aveva inutilmente adocchiato il bel David. So che lei ed Edward l’hanno soprannominata ‘Cookie’ e spiegano agli altri che il nomignolo si riferisce semplicemente al suo aspetto, simile a quello di una grassa cuoca scozzese …

Wallis si disse afflitta dall’ incresciosa condizione in cui venne a trovarsi, ma era soprattutto incollerita di essere stata emarginata dalla casa reale. Questa, nel frattempo, cercava in tutti i modi di non rendere pubblica la loro liaison, ma l’impresa era davvero ardua: la situazione era diventata pressoché ingestibile ed era sul punto di degenerare, infiammando gli animi. Ogni aspetto della personalità della mia povera Padrona è stato smembrato ed esposto al pubblico. L’hanno definita – e continuano a farlo – con gli epiteti più offensivi: spregiudicata avventuriera, arrivista senza scrupoli, prostituta americana . I più raffinati l’hanno paragonata ad Anna Bolena e i più perfidi hanno vociferato che non sia veramente donna.

Io credo che gli inglesi la detestino perché non apprezza il tè ed è molto più raffinata della regina, che secondo lei si veste davvero male, cosa che non ha esitato a dichiarare pubblicamente. L’accusano inoltre di avere simpatie filo naziste, ma so che sono molte le padrone di casa che in questi tempi estendono i loro inviti all’ambasciatore tedesco o all’inviato speciale di Hitler, Joachim von Ribbentrop. Quest’ultimo, a parer mio, è un vero e proprio gentiluomo, talmente di classe da farci recapitare diciassette rose rosse ogni giorno.

[7. Continua]

Immagine: Wallis nel 1931 con l’abito della presentazione a corte (www.vanillamagazine.it)

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  1. Grazie 🙏🌺🙏🌺🙏

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