Masticadores intervista a Eletta Senso

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1.- Perché scrivi?

Scrivo perché mi aiuta a capire, a fissare, a eternalizzare un momento.

2.- Da quando scrivi? C’è stato un momento specifico che ti ha spinto a iniziare a scrivere?

Scrivo dai sedici anni. Non c’è stato un momento specifico: semplicemente avevo bisogno di scrivere.

3.- Nella tua giornata lavorativa quotidiana, quanto tempo dedichi alla scrittura? Hai dei rituali prima di affrontare la pagina bianca?

Scrivo sempre, ogni giorno. Non ho rituali particolari tranne l’uso della penna stilografica o gel con inchiostro nero denso e segno forte.

4.- Sei un compasso o uno scrittore di mappe?

Scrivo di getto senza ripensamenti.

5.- Cosa vorresti recensire del tuo lavoro letterario?

Nulla.

6.- Cosa pensi delle nuove tecnologie come strumenti per lo scrittore. Aiutano o ostacolano?

Gli strumenti servono, sono utili. Dipende dall’uso o abuso che se ne fa. Per quanto mi riguarda sono all’antica: carta e penna preferibilmente. Ma non disdegno il tablet.

7.- Pubblicare in digitale, cambia i tuoi metodi di ispirazione o di lavoro?

No. Ho sempre scritto di getto e senza ripensamenti. Cambia solo il canale di comunicazione che, nel digitale, è più veloce.

8.- Ritieni che accedere al lettore che legge su tablet, computer o cellulare, in spazi diversi, ad esempio treno, autobus, metro, possa aiutarti a essere più letto?

Certamente. Il mio blog è molto seguito e sono certa in spazi diversi. Scrivo generalmente testi piuttosto brevi e di facile lettura.

9.- Pensi che, durante la Pandemia, la solitudine e l’isolamento abbiano influenzato la tua rete di contatti? I tuoi lettori sono aumentati?

Credo che la pandemia da un lato abbia dilatato il tempo della lettura ma, da un altro lato, ci ha impedito la leggerezza. Io stessa non ho letto più un libro per mesi pur essendo quella che si dice una forte lettrice. Eravamo tutti spersi in una nebbia lattiginosa.

10.- Autopubblicazione o editoriale? Credi che ci siano ancora dei dubbi nel contemplare il desktop publishing per pubblicare un’opera?

Non mi piace l’idea della auto pubblicazione. Credo che occorra fare gavetta e molto lavoro per essere pubblicati. Qualità e non quantità. Ormai sembra che tutti debbano avere un libro con il loro nome in copertina…

11.- Pensi che la scommessa di Masticadores nella ricerca di quel lettore digitale sia corretta? Qual è la tua opinione a riguardo?

Ho accettato di far parte di questa comunità perché ho visto una serietà di base e la ricerca di qualità. Come dicevo prima.

12.-La partecipazione come scrittore a Masticadores, è positiva? Cosa ti ha dato?

È da poco per poter giudicare. Forse non sono ancora in grado di capire i benefici. Ma è presto. Ogni seme gettato ha bisogno del tempo opportuno per germogliare.

  13.- Quale diresti che è il tuo segno distintivo come scrittore?

La verità. L’ho appena scritto nell’ultimo articolo: uno scrittore dovrebbe raccontare la propria storia senza finzioni maschere trucchi nascondimenti. Scrivo esattamente quello che vivo e penso.

14.-Parlaci del tuo ultimo progetto. Stai lavorando a uno nuovo oggi?

Ho molte bozze in cantiere, ma sono un po’ nauseata dal mondo editoriale. Tutti scrivono pubblicano, ma pochi scrivono pagine che rimarranno. Mi piacerebbe scrivere pagine che rimangono…

Nota: se hai un blog o libri modificati, puoi allegare i link sottostanti.

Inchiostronerodenso Blog de Eletta Senso

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