da Gigiuanna

Mi vergogno a scriverlo, ma esattamente come lo scorso anno di questi tempi, mi sono ritrovata con delle povere mele avvizzite che tutti si rifiutano di mangiare.

Non so da quanto tempo se ne stavano lì, in un angolo fresco della taverna, annoiandosi a morte, in attesa che qualcuno si accorgesse di loro.

E finalmente oggi che avevo un po’ di tempo, le ho trasformate in una buonissima torta.

So già cosa penserete, che fa caldo, che non è tempo di accendere il forno eccetera, eccetera e avete ragione, ma io avevo in mente di sperimentare una ricetta che mi frullava nella testa da un po’ e così mi sono cimentata. Potete prepararla la mattina presto o la sera tardi se non volete che il forno trasformi la vostra cucina in una sauna, e vi garantisco che a colazione domattina vi farà piacere avere una fetta di torta da gustare anziché i soliti biscotti.

Ecco la ricetta:

TORTA CON MELE ANNOIATE
Ingredienti
3 uova
250 g di zucchero
230 farina
1 confezione di mascarpone da 250 g ( o di ricotta o 150 g di burro sciolto)
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
2 mele (anche 3 se ne avete)
1 cucchiaino di cannella (se vi piace)
Preparazione
Cominciate a frullare le uova con lo zucchero, aggiungete il mascarpone, la farina, il lievito e la vanillina fino ad ottenere un impasto morbido. Nel frattempo tagliate le mele a cubetti e aggiungete un cucchiaino di cannella mescolandole bene. A questo punto potete procedere come preferite: aggiungete le mele all’impasto mescolando fino a quando non saranno amalgamate, oppure come ho fatto io, stendete una parte dell’impasto sul fondo della teglia rivestita di carta forno, versate tutte le mele e terminate di versare l’impasto rimanente coprendo tutta la superficie. Infornare a 170 gradi per 35/ 40 minuti. Se vi piace cospargete con un po’ di zucchero a velo.
Le mie mele hanno finito di annoiarsi e hanno dato vita a una buonissima torta

LA NOIA

“La noia è una sensazione di vuoto momentaneo,
provocato dal fatto che la nostra mente è alla continua ricerca di stimoli”.

Da sempre l’essere umano rifugge da lunghi tempi di inoperosità.

Qualcuno ha scritto che probabilmente i primi segni sulle pareti delle caverne che risalgono alla preistoria raffiguranti momenti della vita degli uomini primitivi, erano stati realizzati nelle giornate di pioggia per ingannare il tempo.

Ho sempre pensato alla noia come a qualcosa da cui stare alla larga, un nemico da combattere che rischiava di rendermi oziosa e inattiva.

Poi durante il lockdown  mi sono ritrovata con un tempo dilatato che mi lasciava tanto spazio per pensare, ed è stato in quei giorni che mi sono fatta coraggio e ho aperto il mio blog.

Ho capito che è proprio nel momento in cui sopraggiunge la noia che la nostra mente si attiva andando alla ricerca di tutti quei buoni propositi, quei desideri, quei sogni che teniamo stipati in un cassetto della nostra memoria perché manca sempre il tempo per tirarli fuori e provare a realizzarli.

Mentre il corpo è fermo, il cervello si mette in funzione suscitando in noi la voglia di rimetterci in gioco con nuovi progetti, costringendoci a fare i conti con ciò che funziona e che non funziona nella nostra vita, andando alla ricerca di  qualcosa di bello che dia un respiro nuovo alla quotidianità.

Ciò che mi colpiva, soprattutto,
era che non volevo fare assolutamente niente,
pur desiderando ardentemente fare qualche cosa”.
A. Moravia

Certo la noia va consumata a piccole dosi, ma guai se non ci fosse.

Io faccio una gran fatica ad annoiarmi e faccio ancora più fatica a non importunare i miei figli quando si concedono un momento di “dolce far nulla”.

Sono figlia di una mamma operosa che non stava ferma un momento. Se chiudo gli occhi la vedo ancora darsi da fare, muoversi sicura e veloce, sempre alle prese con qualcosa da pulire o qualcuno da sfamare.

Avere la sua completa attenzione mentre le rivolgevi la parola era un privilegio, perché mentre ti ascoltava, le mani non stavano ferme.

“Possibile che non hai niente da fare?” era la frase sentinella che mi sentivo ripetere appena mi capitava di trovarmi seduta sul divano.

Avevo capito che se non mi fossi tenuta occupata con le mie di faccende, lei me ne avrebbe proposte altre, più sgradevoli e faticose magari.

E così sono diventata come lei, non mi fermo mai e anche nei momenti in cui mi siedo, oggi scrivo, ieri lavoravo maglia, domani chi lo sa.

Con i miei figli ho imparato a tenere a freno la lingua, perché mi piace pensare che certamente il loro ozio produrrà nuovi pensieri e perché si sentano liberi di annoiarsi senza sentirsi in colpa.

Ma la peggiore delle noie la sperimento quando sono in coda in qualunque parte del mondo mi trovi: a bordo di un’auto, in fila all’ufficio postale, dal medico, alla cassa del supermercato, attese lunghe e frustranti che mi tocca subire senza poterle interrompere.

Anche in quelle occasioni però vi confesso di aver trovato il modo di divertirmi: osservo le persone intorno a me e provo a immaginare la loro vita, la loro storia, l’occasione che li ha condotti proprio lì dove sono io. E naturalmente arriva sempre lo spunto per un articolo da pubblicare nel mio blog.

Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi.
Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri,
uno su tutti: sto sprecando tempo.
Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani”.
(B. Severgnini).

Se avrete l’opportunità di andare in vacanza, imparate ad annoiarvi un po’, meglio se in compagnia delle persone amate.

L’estate serve anche a questo, a dilatare il tempo, a lasciargli fare quello che vuole: che voli veloce, se ne ha voglia, o rallenti se preferisce, perché noi almeno per un momento all’anno, non ce la prenderemo in ogni caso.

Vi auguro calde giornate noiose durante le quali dare tregua al vostro corpo, ma volo libero ai vostri pensieri.

E naturalmente rimango in attesa dei vostri racconti sulla noia: la rifuggite o l’accogliete?