By / da Gigiuanna

Amo acquistare la frutta in un piccolo negozio non distante da casa mia. La scorsa settimana appena sono entrata le ho subito notate: spiccavano in prima fila e naturalmente non ho resistito alla tentazione di comprarne un cestino.

Sto parlando delle fragole naturalmente, il frutto capace di trasmettermi sempre il buonumore perché preannuncia primavera, sole caldo, e desiderio di lasciarsi alle spalle l’inverno appena trascorso.

Non so che pensieri abbiate voi in merito alle fragole ma io non credo esista in natura un frutto più bello, più buono e più versatile di questo. Con le fragole si possono preparare prelibati piatti sia dolci che salati.

Con quelle che ho acquistato ho preparato un buonissimo tirami su e naturalmente vi giro subito la ricetta così potrete stupire e rendere felici i vostri cari, perché è difficile resistere a una simile delizia.

TIRAMI SU ALLE FRAGOLE
(ne esistono diverse versioni, questa è un po’più leggera perché è fatto con mascarpone e ricotta, ma ce ne sono anche di più ricche con panna montata)
Ingredienti
500 gr di fragole
3 tuorli d’uovo
120 gr di zucchero
250 gr di mascarpone
250 gr di ricotta 
Biscotti secchi
Procedimento
Lavate le fragole, tagliatele a cubetti e mettetele in una ciotola con 2 cucchiai di zucchero e del succo di arancia, coprite e lasciate riposare un’oretta. Nel frattempo cominciate a sbattere i tuorli con lo zucchero finché diventano spumosi, aggiungete il mascarpone e la ricotta sempre continuando a mescolare. Quando avrete ottenuto una bella crema, separate il succo di fragole e arancia dalle fragole, tenetene da parte una manciata e versate le rimanenti nella crema amalgamandole bene. A questo punto iniziate a preparare il tirami su alternando strati di biscotti imbevuti nel succo a strati di crema con le fragole. Concludete decorando la superficie con le fragole tenute da parte e riponete in frigo per almeno un paio di ore.

Non so spiegarvi il motivo, ma mentre preparavo questo tirami su mi sono messa in testa che le fragole siano frutti felici perché sono bellissime, buone, e sempre in dolce compagnia

Qualche volta queste considerazioni le facciamo anche guardando gli esseri umani.

Ci capita di vedere persone belle, simpatiche, benestanti e ci domandiamo: “Perché non sono felici?”

Non a caso se diamo un’occhiata al significato di questa parola scopriamo che:

“Felicità” deriva dal latino felicitas, derivazione di felix-icis.
La radice “fe-” significa abbondanza, ricchezza e prosperità

Come è possibile che non si possa essere felici quando nella vita ci sono abbondanza di bellezza, ricchezza e benessere?

Eppure sappiamo che non è così semplice, che non basta possedere qualcosa per essere felici, anzi spesso pur possedendo tanto, andiamo alla continua ricerca di ciò che non abbiamo, convinti che la felicità sia nascosta proprio lì dentro.

C’è un monologo meraviglioso di Roberto Benigni sulla felicità che sarebbe un peccato non pubblicare, perché lascia davvero senza fiato talmente scivola diretto al cuore.

La felicità, sì, la felicità. A proposito di felicità, cercatela!
Tutti i giorni, continuamente, anzi, chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità, ora, perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi.
Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli ce l’hanno data in regalo, in dote ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono.
E molti di noi l’hanno nascosto così bene che non si ricordano dove l’hanno messo ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria. I cassetti, i comodini che ci avete dentro, vedrete che esce fuori.
C’è la felicità! Provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa, ma è lì.
Dobbiamo pensarci sempre alla felicità e anche se a volte lei si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. Fino all’ultimo giorno della nostra vita… Fino all’ultimo giorno della nostra vita.
Roberto Benigni

Si fa fatica ad andare alla ricerca della felicità, perché è una ricerca che dura tutta la vita, e quando la troviamo, investiamo così tanto tempo e ed energia per tenerla stretta, che ci dimentichiamo di goderla.

Crediamo che la felicità sia avere accanto qualcuno che ci ami e poi diamo per scontato il suo amore, oppure che sia avere dei figli e poi facciamo fatica a ritagliare del tempo per guardare le stelle con loro, vogliamo una bella casa, un grande giardino e non ci fermiamo ad ammirare quello che fiorisce.

La felicità richiede tempo. Se andiamo di fretta, il paesaggio apparirà sempre sfuocato.

Io penso alle mie fragole felici e mi dico: felici di cosa?

E poi capisco che il segreto alla fine sta tutto lì: sono felici di rendere felici.

Il punto più alto della felicità lo tocchiamo quando diventiamo artefici della felicità altrui, chiunque esso sia.

Vi voglio raccontare cosa mi è successo ieri l’altro.

Il fiorista ha suonato a casa mia per consegnarmi una stupenda ortensia.

Non c’erano anniversari, né compleanni, né ricorrenze da ricordare, così ho subito pensato a un errore fino a quando non ho visto il mio nome sulla busta.  

Ho fotografato il contenuto del biglietto perché mi ha profondamente emozionata e desidero condividerlo con voi.

Desidero ringraziare questa persona per aver avuto nei miei confronti un pensiero tanto gentile e colmo di affetto, che mi ha davvero scaldato il cuore.

E poi ho pensato eccola qui la felicità, apro la mano e ci sta dentro tutta.

Non importa se la sua durata è di un istante, perché dentro quell’istante annegano tutti i dolori e le fatiche che non cessano di esistere, ma come in una sorta di tregua, ci concedono un profondo respiro.

Veniamo al mondo con il diritto e insieme il dovere di ricercare un po’ di felicità.

E dopo averne sperimentato la potenza, possiamo a nostra volta farci promotori di felicità.

Come un’immensa semina che porta solo buoni frutti.

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