DIALOGO ELETTRICA – MISTER X



Mister X nella penombra, Elettrica su una poltrona a gambe incrociate

ELETTRICA: Questa è l’ultima volta che vengo qua davanti a te

Mister X: Come stai?

Elettrica: Silenzio. Mani sulle ginocchia, sospettosa

Mister X: C’è qualcosa in te che deve essere sbloccato per aprirti alla serenità e alla pace interiore

ELETTRICA: La mia serenità non è affare tuo nè di nessun altro. Io sono quello che sono.

Mister X: Ci sono molte cose che tieni nascoste, scappi se una persona ti rivolge la parola per poi rimpiangere quel momento. Sei troppo sola Elettrica, una ragazza sola.

Elettrica spalanca gli occhi e scuote il capo lisciandosi nervosamente i capelli rossi legati in una lunga treccia, una treccia di difesa. Dici…dici delle cose malvagie, balle, menzogne. Non sai niente di me…nessuno lo sa.

Mister X: Che cos’è l’amore per te?

Elettrica: Silenzio

Mister X: Cos’è la vita?

Elettrica: Guerra

Mister X: Dammi un’immagine di questa guerra, una parola soltanto

Elettrica: Vita

Mister X: Vedi? Cominciamo da qua e…

Elettrica è scappata via.



ELETTRICA ANTIPATICA VS VICINA DI CASA GENTILE

Quella ficcanaso, pensava Elettrica quando nelle belle giornate di sole primaverile, musica elettronica, sole…

…zanzare che mangiano le caviglie, profumo di fiori e di libertà, gioiosa solitudine per farmi gli affari miei e…quella ficcanaso…

Aveva visto la ficcanaso, ovvero la sua vicina, una donna piccoletta più grande di lei, più VISSUTA (malamente) di lei…

La vicina le stava facendo un cenno della mano proprio nel momento in cui si stava rilassando e…

…che cavolo vuole di nuovo questa, maledetta me che le ho dato retta una volta e…adesso questa aveva pensato di avere trovato una nuova amica…

IO NON SONO L’AMICA DI NESSUNO!

Elettrica fa finta di aprire gli occhi, come se svegliata da un lungo sonno…

…(il sonno della tua vita bellezza, non hai fatto che dormire tutta la vita, le suggerisce la coscienza)…

…si stiracchia con IRRITANTE E VOLUTA LENTEZZA, per fare pesare alla scocciatrice di avere rotto le scatola a sua maestà Elettrica terribile e temuta teppista di provincia.

Quindi camminando scalza sul selciato di sassolini, in punta di piedi come una ballerina su un tappeto di chiodi, bella metafora per dipingere la vita baby.

La vicina ficcanaso pare intimorita dall’arrivo della strana e rossa taciturna riservata bellissima giovane vicina. Pare che la bellissima rossa vicina sia un pò incazzata, sembra ma non so però…

Elettrica, che la sovrasta di un buon mezzo metro, la fissa come dovesse pesarla con gli occhi, occhi gelidi vitrei, sembra davvero incazzata ma…

Ciao Elettrica, scusami se ti ho disturbata, stavi dormendo e…

Elettrica alza le spalle felice di avere dato l’impressione di essere molto antipatica e diabolicamente ACIDA. Sarà la verità, rossa ribelle?

L’altra timidamente le dà una teglia tiepida coperta da un panno ricamato. Ho fatto troppa pizza, ho pensato che magari ne volevi un pò.

Elettrica emette un AHHHH soffocato e prende la teglia dopo averla sfiorata come se fosse una bomba atomica. La vicina sorride indietreggiando.

Se non ti piace buttala via, anzi la butto via io.

Elettrica indietreggia sorridendo come una scema, chissà cosa pensavo, sentendo calpestando con i piedi alcuni sassolini appuntiti, fitta di dolore, ben ti sta brutta strega diffidente, antipatica.

La rossa teppistella di provincia ringrazia balbettando, cercando di trovare qualche fottuto angolo di selciato senza pietre appuntite dove potere appoggiare i piedi. Ma non ne trova.

La forca della punizione è servita, la ghigliottina della diffidenza e del rimorso è servita due volte. Chi non è abituato all’amicizia e non vede che guerra…nemici…amici…nemici.

La vicina sorride e se ne va soddisfatta, non capendo come mai quella strana vicina saltellava su sè stessa come se fosse stata circondata dal fuoco dell’inferno.



ELETTRICA E I PAPAVERI ROSSI




Cosa c’era meglio se non andare in bicicletta all’imbrunire in primavera lungo gli argini del Po?

I pioppi belli verdi, l’erba dei prati nella verde, polline da far starnutire un esercito di elefanti, ma amen, e tra gli steli dell’erba macchie e macchie di papaveri rossi.

Ce n’erano tanti, tantissimi, bellissimi. La rossa ragazza andava a zig zag in bici per i viottoli godendo di quella vista paradisiaca, così primaverile, così..così riflessiva…

DORMI SEPOLTO IN UN CAMPO DI GRANO, NON E’ LA ROSA, NON E’ IL TULIPANO…

Non era necessario essere sempre imbronciate e incazzose col mondo, dare sempre l’impressione di essere fredde, distanti, antipatiche…

…ACIDE, ancora vergini a 20 anni, senza amici, senza papà, senza soldi, senza un accidenti di niente se non compagna di sè stessa, mi basto da sola e…

…CHE TI FAN VEGLIA DALL’OMBRA DEI FOSSI…

…Elettrica scende con un salto dalla bicicletta che termina la sua corsa vicino ad un fosso.

La ruota posteriore gira per conto suo. Passa una mano su dei papaveri e li accarezza.

Vorrebbe portarne un pò a casa, ma li lascia lì. Cambiamento, stagioni che passano, vita che passa, un’ombra, un attimo.

Elettrica sospira al vento, prende la bici e prosegue il suo viaggio lungo il viottolo e si fa sera e notte.



…MA SONO MILLE PAPAVERI ROSSI



Albert 2/5/2021

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