ELETTRICA ICONICA @ Racconti, avventure, sogni, desideri di ragazze imbronciate di provincia di Alberto C.

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Elettrica aveva capito una cosa importante, molto importante, troppo importante. Stava diventando vecchia.

Non nel senso vecchia bacucca, in fin dei conti aveva 20 anni e tre quarti ma le ultime vicende della sua vita l’avevano segnata, le avevano fatto capire che…

I SOGNI DA BAMBOCCIA ERANO FINITI!

E la faccenda di quell’ansia canaglia le aveva aperto gli occhi, occhi ben aperti diabolica ragazza rossa, cambia modi di fare e apriti al mondo oppure…oppure resta chiusa in casa con il tuo disagio esistenziale.

Dall’ultima avventura, dal suo incontro col ragazzo rasta, il marijuanomane della panchina con cui si era presa una bomba lisergica.

Lei, la brava Ele senza vizi e senza grosse gioie, senza…senza…senza…

BASTA CON QUESTA PAROLA SENZA, SENZA, SENZA, CAVOLO!

Quindi aveva deciso di cambiare un pò il suo look da brava ragazza di provincia isolata e incompresa e aveva scelto di farsi una montagna di treccine in testa per emulare il suo misterioso amico rasta.

Perchè cavolo se ne era andato quando lei era partita col cervello per destinazioni sconosciute?

Avrebbe potuto anche OSARE qualcosa di più, era così estroverso, carino, magari rimanendo sul pianeta Terra avrebbe potuto…

AVREI POTUTO BACIARLO, AVREI POTUTO…Farci l’amore?

Per questo Elettrica si combatteva interiormente per l’occasione buttata all’inferno.

Seduta sulla panchina vicino casa, sulla quale aveva condiviso emozioni, emozioni forti inconcludenti, si passava le dita sulle treccine rosse.

Provarci almeno una volta, capire cos’è il sesso senza fare la guardona o immaginarlo nei sogni notturni…e diurni, ammettilo senza fare troppo la timida, Elettrica capra!

Magari quel rasta ritorna, magari porta ancora roba da fumare…fumiamo assieme, sono la tua sorella rossa. Amami, baciami, fai quello che vuoi di me e…TUTTO? CERTO, TUTTO!

AL DIAVOLO! Ancora SOGNI SOGNI E SOGNI. Niente di concreto.




ELETTRICA CORRE IN BICICLETTA PER LA PIANURA TRA GATTI INDIFFERENTI E CANALI DI ACQUA PIGRA CHE PARE STAGNANTE MA IN REALTA’ SCORRE LENTA LENTA, ICONA DI SE’ STESSA.

Non rimane altro da fare che correre un pò in bicicletta e via Elettrica sale sulla sua vecchia ma funzionante due ruote e sfreccia.

Sfreccia come un fulmine per le stradine della bassa pianura, sfrecciando tra i boschetti di pioppi, canali, casali abbandonati, cani abbaianti, gatti che dormono indifferenti al suo passaggio, le campane di chissà quale chiesa suonano chissà quale ora.

Il tempo conta poco, quello che importa è correre, correre, come lampi verso chissà quale avventura.

I capelli rossi legati in mille trecce anellate volano nell’aria.

Passa un auto, ne sorpassa un’altra, una terza, mazza, volo come una gazzella, la polvere delle stradine sterrate le entra negli occhi, le scendono lacrime, ma non sono di dolore, sono di adrenalina.

Sono forte io, rasta o meno, vergine o manco, bella o super bella, chiamatemi icona, Elettrica Iconica.

Icona di chi? Icona di me stessa.

Di me stessa. Basta e avanza.

Elettrica corre, corre, corri!

Albert 4/4/2021

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