Il sogno di Charlotte (parte 20) di Laura Clemente

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Steve era rimasto scioccato dalla rivelazione di Charlotte. In effetti quando l’aveva vista aveva notato qualcosa di familiare in lei e il fatto che fosse piombata lì senza alcun avvertimento gli doveva suggerire che c’era qualcosa che non andava. Ma mai avrebbe immaginato che si trattasse di sua sorella. Solo in quel momento si rese conto della figura che aveva fatto. Aveva tentato di avvicinarsi a sua sorella. Si stava innamorando di lei. È vero, la conosceva da poco, ma davvero Steve quando l’aveva vista aveva pensato di aver trovato la ragazza giusta. Alla fine di questa contorta riflessione, Steve arrivò a concludere che forse l’amore per una sorella superava di gran lunga quello di una ragazza alla sua età.

«Steve, so che ti sembra tutto strano. Anch’io ho scoperto di avere un fratello e da poco anche una zia. Sono sconvolta tanto quanto te. Avrei dovuto dirtelo subito, ma non trovavo le parole giuste»

«Ho bisogno di riflettere» lasciò Charlotte da sola sul dondolo e corse via dalla festa.

«Aspetta…» lo rincorse Charlotte.

«Che c’è. Cosa credi, che ti accolga a braccia aperte. Sei fantastica Charlotte, ma non lo capisci? Tu sei la figlia perfetta mentre io chi sono? Il bastardo. Mio padre, beh nostro padre, non mi ha mai cercato. Non gli è mai saltato per la testa che magari c’era suo figlio che si domandava giorno e notte di lui, che desiderava un padre, una figura di riferimento. Non dico che dovesse restare con la mamma, ma almeno prendersi la responsabilità di aver generato un figlio con lei.»

«Guarda che non è così. Papà non sa nulla di te, nemmeno che esisti. Tua madre ha scoperto di essere incinta di te quando loro due si erano già detti addio.»

A quel punto Steve arrestò il passo. Charlotte gli mise una mano sulla spalla e gli accarezzò il volto «Steve, so quando tu stia soffrendo, ma lasciami almeno provare. Ci sono tante cose che vorrei raccontarti su di me, sui tuoi fratelli. Ti prego» a quel punto Steve non riuscì più a trattenere le sue emozioni e scoppiò a piangere. Charlotte lo strinse a sé in un abbraccio e i due rimasero così a lungo. In quei pochi istanti Charlotte ripensò ai cambiamenti di quelle settimane. La sua vita era stata sconvolta ma era felice. Ora era più colorata e piena di misteri svelati. I segreti stavano giungendo al termine, ma lei avrebbe continuato a sognare e a fare di tutto per concretizzare quei sogni che avevano preso forma dentro di lei da bambina e che ora pian piano stavano spiccando il volo come tante farfalle alla ricerca della felicità.

Nelle ore che seguirono, invece di tornare a casa, Charlotte e Steve parlarono. Si raccontarono di tutto proprio come due fratelli. «Quindi vai al liceo scientifico? Cosa vorresti fare da grande?»

«Ancora non lo so. Diciamo che sono parecchio bravo con l’informatica, quindi credo mi piacerebbe creare programmi al computer o qualcosa di simile.»

«Guarda io non ne capisco proprio niente. Ho vissuto metà della mia vita senza tecnologia e ora che ce l’ho a disposizione continuo a vivere senza.»

«Qual è il tuo colore preferito?»

«L’azzurro perché?»

«Beh, sono cose che di solito i fratelli sanno. Perciò noi dobbiamo recuperare. Il mio colore preferito è il rosso»

«Il tuo cibo preferito?» e così Charlotte e Steve andarono avanti con una carrellata di domande sui loro gusti personali. Si chiesero di tutto e quando ebbero finito la lista tornarono all’appartamento di Lisa. Lei, non vedendoli arrivare e visto che era già passata la mezzanotte, aveva cominciato a preoccuparsi. Quando sentì suonare al campanello, si precipitò ad aprire. Dagli occhi di entrambi aveva subito capito che suo figlio sapeva già tutto. «Vi lascio soli, io andrei a dormire che sono molto stanca.»

«Sì, certo cara, puoi benissimo andare nella stanza di Steve. A lui troverò un’altra sistemazione»

«Sicuri? Steve per te è un problema?»

«Assolutamente no.» Poi le si avvicinò e le diede un bacio sulla guancia «Notte sorellona»

«Notte» e così Charlotte lasciò madre e figlio soli.

Il giorno seguente Charlotte rifletté a lungo sul da farsi. La cosa importante da fare era presentare Steve a suo padre. Non importava come l’avrebbe presa, ma doveva saperlo. Doveva anche capire cosa avrebbe scelto di fare alla fine di questa lunga storia. Insomma, prima di partire alla ricerca del suo passato, Charlotte aveva messo in dubbio la sua carriera. Era stanca di vivere in quel modo e avrebbe tanto desiderato studiare. Sarebbe riuscita a conciliare le due cose se solo avesse ridotto le sue esibizioni. Era fattibile ma avrebbe comunque dovuto prima parlarne con suo padre.

Insieme a Steve, Charlotte prese la decisione di rivelare la notizia al padre il prima possibile. Così, dopo aver fatto colazione, i due ragazzi salutarono Lisa e uscirono.

Arrivati all’appartamento di Mark, Charlotte fece segno a Steve di aspettare. «Lascia entrare prima me, poi vieni quando ti faccio segno»

«Ok»

«Ciao papà»

«Ciao tesoro. Come stai? Da quando sei partita non mi hai fatto sapere più nulla.»

«Dobbiamo parlare»

«Certo dimmi»

«Quando ti ho domandato se sapevi chi fosse la Lisa di cui parlava la mamma nella lettera, mi hai detto di non conoscerla. Ho scoperto che è sua sorella.»

«Sì, Lisa è la sorella della mamma. Non volevo riportare il passato a galla. Tutto qui. La mamma ha sofferto molto per Lisa. Entrambe hanno sofferto»

«Sì certo immagino. Sei stato tu però a confondere entrambe. Hai spezzato il cuore di Lisa e poi quello della mamma. Non le hai mai rivelato la verità.»

«Ma di che verità parli?»

«Della tua storia con Lisa. Mi ha raccontato tutto, anche di quella notte a Parigi poco dopo che te ne eri andato.»

«Oh, Charlotte è stato solo un momento di debolezza. Non è più successo, te lo giuro. Non vedo Lisa da quel giorno»

«Sì lo so. Ma vedi, papà, a volte basta una sola notte per sconvolgere una vita. Hai messo incinta Lisa e lei anche senza di te ha dato alla luce vostro figlio» dopo alcuni momenti di pausa «Si chiama Steve ed è poco più piccolo di me. Steve entra. Papà ti presento Steve, tuo figlio»

Continua…

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