Il sogno di Charlotte (parte 19) di Laura Clemente

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Charlotte e Lisa passarono l’intero pomeriggio a parlare. Lisa raccontava alla nipote della sua esperienza in accademia e dei risultati che aveva raggiunto come pittrice, mentre Charlotte riassumeva gli anni della sua vita e di quella dei suoi fratelli. Entrambe riconoscevano nell’altra il legame che le univa e in poco tempo ogni ferita aperta si era risanata e ogni barriera divisoria era stata abbattuta.

Qualche tempo dopo suonò il campanello. «Vado ad aprire. Deve essere Steve, non vedo l’ora di presentartelo.»

«Ciao mamma, scusa se ho fatto tardi, ma mi sono trattenuto più del solito con i miei amici» la voce di Steve, di suo fratello, risuonò nella testa di Charlotte come un eco lontano. Era come se all’orecchio le fosse arrivata una voce familiare che fino ad allora era rimasta nascosta. Quando si voltò a guardare rimase sorpresa. Suo fratello era molto simile a James e Noah, d’istinto avrebbe voluto abbracciarlo, ma non riuscendo ad immaginare la sua reazione, preferì salutarlo e basta. «Ciao Steve»

«Ciao»

«Hai visto che bella ragazza è venuta a trovarci oggi?» disse Lisa «Si chiama Charlotte ed è una bravissima cantante»

«Lisa esagera»

«Facci sentire qualcosa, così vediamo se ho ragione o meno. Ti va di cantare per noi Charlotte?»

«Ehm, sì va bene. Avete delle preferenze o posso scegliere io?»

«Libera, scegli quello che vuoi»

«Ok» Charlotte così si lasciò trasportare e iniziò a cantare. La sua voce invase la stanza e penetrò in ogni angolo dell’abitazione. Sia Lisa che Steve rimasero a bocca aperta. Entrambi pensarono che si trattasse di una voce angelica, quasi magica e si fecero cullare dalla melodia. Soprattutto Steve rimase sbalordito da lei. Quando era entrato la presenza di Charlotte lo aveva sconvolto. Di solito ci sapeva fare con le ragazze, ma davanti a lei si era sentito imbarazzato. Charlotte era una bellissima ragazza, dai tratti dolci e delicati, la pelle candida e gli occhi di un azzurro intenso. Era meravigliosa, proprio come una stella del cinema.

«Bravissima Charlotte, hai una voce stupenda» disse Lisa. «Non è vero Steve?»

Steve in quel momento venne riportato alla realtà. «Steve…non trovi anche tu che la nostra Charlotte sia magnifica?»

«Sì certo, Charlotte sei molto brava» disse Steve un po’ impacciato.

«Grazie, questo brano l’ho scritto io, mentre mio padre ha composto il pezzo alla chitarra»

«Resti per cena Charlotte?» chiese dopo un po’ Lisa.

«Io non lo so. Non ho detto a mio padre che sono tornata in città, perciò lui non mi aspetta a casa, se per voi non è un disturbo…»

«Io veramente mamma stasera esco con alcuni miei amici, siamo stati invitati alla festa di compleanno di una nostra compagna di classe»

«Ah mi dispiace, avrei tanto voluto che tu e Charlotte aveste modo di parlare. E se la portassi con te, non credo che alla festeggiata avere un ospite in più dia fastidio.»

Alla proposta della madre Steve iniziò a sudare. La madre non perdeva mai l’occasione di rendergli la vita complicata. «Certo, se Charlotte ha piacere può venire» disse infine Steve.

«Charlotte?»

«Va bene, è la prima volta che vado ad una festa. Non ho mai avuti molti amici. Qui a Parigi conosco solo qualche ragazzo perché ha suonato con me, ma nulla di più.»

«Sono sicura che vi divertirete» disse Lisa.

«Ok, allora mi vado a cambiare e torno. Vi lascio sole» disse Steve prima di abbandonare la stanza.

«Dovrei dirgli che sono sua sorella?»

«Se glielo vuoi dire fai con calma. Non so come potrebbe prenderla. Anche se non sembra, Steve è un ragazzo molto fragile e anche sensibile. L’assenza di una figura paterna lo ha segnato molto e anche se non me ne parla apertamente so che si domanda spesso sull’identità di suo padre. Io non gli ho mai detto nulla, ma se dovesse farlo non saprei proprio da dove iniziare. Perciò non vorrei lasciare tutto il peso a te. Se te la senti, diglielo, altrimenti lo faremo insieme. Stai attenta però, che se non fai presto, le cose potrebbero mettersi male. Ho visto come ti guardava e se non foste fratelli direi che ha trovato la ragazza ideale»

«Dici? non me ne ero accorta. Allora starò attenta.»

Così Charlotte quella sera uscì con Steve e insieme si recarono alla festa. Per la strada regnò soprattutto il silenzio, di Steve perché era troppo imbarazzato e non riusciva a trovare un argomento che potesse reggere, mentre Charlotte perché stava valutando in che modo confessare a Steve di essere sua sorella. Poi lui parlò «Quindi nella vita canti?»

«Sì, è da quando ho dieci anni che mi esibisco nei locali della zona. Per qualche tempo ho anche girato un po’ con mio padre, poi ci siamo stabiliti in un piccolo appartamento qui a Parigi.»

«Come mai questa scelta? Insomma solitamente alla tua età una ragazza va a scuola»

«Non sai quanto mi sarebbe piaciuto studiare, ma le esigenze economiche e tante altre cose non me lo hanno permesso. In realtà io vorrei tanto iniziare gli studi. Leggo molto e ho un importante bagaglio culturale, ma non so se sarei adatta all’università e poi il mio lavoro di cantante non mi lascia molto tempo libero»

«Capisco…a proposito, sei davvero brava. Prima ho avuto l’impressione di averti già sentita cantare.»

«Probabilmente sarai stato ad uno dei miei concerti senza saperlo. Oltre a esibirmi con mio padre, qualche volta ho duettato con un ragazzo che si fa chiamare Maschera nera, è abbastanza popolare tra i giovani»

«Ma certo che lo conosco, Tommy è un mio vecchio amico di infanzia.»

«Ah davvero, allora saprai tutti i suoi problemi e il motivo della maschera»

«Sì certo, ha fatto sempre fatica a farsi accettare dagli altri»

Intanto, mentre il ghiaccio si era sciolto e la conversazione procedeva, i due ragazzi arrivarono a casa di Camille, la festeggiata.

«Ciao Camille, tanti auguri. Grazie dell’invito. Ho portato con me un’amica, spero non sia un problema»

«Ma scherzi? Benvenuta…»

«Charlotte. Buon compleanno!»

«Oh, grazie. Charlotte, entrate pure»

Così Steve e Charlotte presero parte alla festa. Quella sera Charlotte ebbe occasione di fare nuove amicizie. Steve pensò che con il suo bellissimo carattere e la sua incantevole presenza non dovesse essere difficile. I suoi amici la accolsero bene nel gruppo e le fecero mille domande sulla sua vita. Su invito del suo migliore amico John, a fine serata Steve invitò Charlotte a cantare. «Charlotte, perché non canti qualcosa? Prima sei stata magnifica e so che qui tutti apprezzerebbero».

Così Charlotte prese posto al pianoforte e suonò l’ultimo pezzo che aveva composto pensando a sua madre. Al termine della sua performance la ragazza si ritrovò con un velo di lacrime cosparse sul volto. Un forte applauso acclamò il suo talento e Steve le si avvicinò. «Ehi, Charlotte. Ti va se usciamo un attimo in giardino per parlare un po’ da soli?»

«Quindi questa canzone l’hai scritta per tua madre»

«Sì, non la vedo da più di otto anni ed è venuta a mancare poco prima che partissi.»

«Come saprai io non ho un padre. Non ho mai voluto chiedere nulla alla mamma, ma credo di sapere perché lei non me ne parli mai. Penso che fosse un uomo sposato. Questa è solo una mia supposizione, ma se non è morto o è sparito o era già impegnato con un’altra famiglia per occuparsi del figlio avuto con un’amante»

«No, non dire così Steve. Sono sicuro che ci sia una spiegazione»

«Più ti guardo Charlotte e più vedo in te una luce così familiare da confondermi.»

«In che senso?»

«Nulla di male, ma come ti ho già detto mi sembra di averti già incontrata. Non è stato con Tommy, ne sono sicuro. Ho quasi la sensazione di conoscerti da sempre.» il quel momento Steve si avvicinò a Charlotte e le portò una mano sul fianco. Si era perso nei suoi occhi, così azzurri da attrarlo sempre di più.

Poi Charlotte si scostò da lui «Un momento»

«Che c’è. Ho detto o fatto qualcosa di male?»

«No, ma…»

«Io di solito non credo nell’amore a prima vista, ma oggi quando mi sei apparsa davanti agli occhi ho sentito una strana ma allo stesso tempo bellissima sensazione. Non mi fraintendere, non mi sarei mai avventato su di te, ma c’è qualcosa di misterioso nella luce dei tuoi occhi che mi piacerebbe conoscere»

«A questo punto non so quanto possa piacerti ciò che ho da dirti. Vieni siediti.» Steve e Charlotte si sedettero sul dondolo del giardino. «So cosa intendi quando parli di quella strana sensazione, quel conoscersi da sempre. L’ho provata anch’io e come dici tu è qualcosa di magico. Quando Lisa mi ha parlato di te, ho avuto subito voglia di conoscerti e sei proprio come ti ho immaginato. Quello che però oggi io e tua madre non ti abbiamo detto è che tra noi due c’è davvero un legame…di sangue. Steve, io sono tua sorella e Mark, mio padre, è anche il tuo.»

Continua…

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