Il filo del destino (parte 8) di Ylenia Ely

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Elga non appena rientrò a casa si diresse direttamente verso l’angolo segreto del suo studio dove era contenuto il diamante. Scoprì la teca e con uno scatto della mano prese nervosamente la collana. Stringeva il gioiello nel palmo della mano destra con tale forza da ferirle la pelle mentre fissava con immensa rabbia quella brillante gemma blu i cui bagliori abbaglianti si riflettevano nei suoi occhi carichi d’odio, le venne voglia di distruggerla poiché le sue disgrazie erano causate da quella pietra, iniziò a pensare che su di essa gravasse qualche maledizione. Nel frattempo rientrò anche Francesca e vide la borsa e la giacca di sua madre sul pavimento, intuì che probabilmente era accaduto qualcosa «Mamma», la chiamava a voce alta mentre la cercava nelle varie stanze. Entrò nello studio e si accorse che il passaggio per entrare nella stanza dove era contenuto il diamante era aperto. Quasi con timore entrò silenziosamente e si avvicinò alla donna in piedi dinanzi alla teca, Elga parve non accorgersi della sua presenza. Francesca vide che la madre stringeva con forza la collana fra le mani e il suo sguardo era perso nel blu della gemma, percepì su di sé il dolore che Elga stava provando in quel momento, senza dire niente la abbracciò per le spalle stringendola a sé con forza e le cinse i fianchi con le braccia. La ragazza posò la guancia sulle spalle della madre, inspirando il profumo delicato dei suoi capelli morbidi, voleva farle sentire tutto il suo affetto e la sua vicinanza.

« Francesca, ascolta attentamente ciò che sto per dirti…» Disse Elga con voce roca e sospirò, « È arrivato il momento per me di affrontare la Fondazione, non posso più stare a guardare senza fare niente. Devo indagare sulla scomparsa di tuo padre, sono stanca di fuggire e nascondermi…». Quelle parole colpirono Francesca come una pugnalata, rimase senza fiato, « Ma è una vera pazzia è estremamente pericoloso! Non pensi a me, io cosa farò se ti accadesse qualcosa?! Non puoi metterti contro di loro da sola…per favore mamma non farlo…non voglio perderti…», Disse Francesca con voce spezzata, era talmente sconvolta che non riusciva nemmeno a piangere; un groppo alla gola le bloccava il respiro, avrebbe voluto piangere e gridare ma non ci riuscì. «Purtroppo devo farlo, non posso permettere che quei bastardi continuino a rovinarmi la vita…» le parole le morirono sulle labbra. Elga si voltò di scatto liberandosi dalle braccia di Francesca; la donna aveva le guance rigate dalle lacrime miste al trucco nero che le macchiava il viso. « Ho detto a tua zia Daniela di venire questo pomeriggio ma non le ho detto la vera motivazione per non farla preoccupare. Prepara le tue cose, andrai a vivere a casa sua per un po’di tempo, almeno fino a quando non avrò regolato i conti con la Fondazione » Francesca sentendo quelle parole trasalì, « E tu dove andrai? Cosa farai? », le domandò ansiosamente. « Intendo stabilirmi nuovamente a Milano nella casa dove abitavamo tre anni fa, laddove tutto è iniziato. Prima di tutto voglio indagare personalmente sulla scomparsa di tuo padre e in quel momento, lo scontro con la Fondazione sarà inevitabile. La prima cosa che farò sarà andare a casa di tua nonna paterna. C’è una cosa che ho sempre voluto chiederle e ora è arrivato il momento, penso che si spaventerà nel vedermi ancora in vita, non se lo sarebbe mai aspettato. Dopodiché, inizierò a mettermi in contatto con i parenti di tuo padre e con gli amici che avevamo in comune per arrivare ai membri della Fondazione in modo da raggiungere il loro Capo» Francesca scosse il capo e replicò disperatamente, « Ho paura per te, non posso restare qua senza fare niente voglio venire anch’io, poiché se ti accadesse qualcosa…» Elga la zittì posandole un dito sulle labbra, «Francesca non rendere le cose più difficili…sai benissimo che non posso portarti con me, è necessario che io vada da sola…non capisci che voglio proteggerti da loro? Non ti sto abbandonando…»

« Proprio ora che credevo che l’incubo della Fondazione fosse finito, ecco che il passato ritorna a tormentarci peggio di prima. Perché si sono ripresentati? Spiegami per favore, da quando hai conosciuto Alex non fai altro che trascurarmi. A malapena ci vediamo a pranzo e più raramente la sera poiché esci sempre con lui, con le tue amiche e vai ad eventi e feste, ed ho notato che ogni volta l’indomani sei afflitta e non so il motivo! Vorrei parlare e trascorrere più tempo con te ma non mi è più possibile…quando la mattina ti chiedo come stai non mi rispondi mai, sembra che tu non voglia più parlarmi e sto ogni giorno sempre più male poiché ti sento distante da me…Mamma, sii sincera, c’è qualcosa che ti affligge e non vuoi dirmelo, non sono stupida, ho capito che Alex è in qualche modo responsabile di tutto ciò! » Gridò duramente Francesca contro la madre, era stufa di essere trascurata dalla persona che amava di più al mondo, non ce la fece a tenersi dentro tutto ciò che avrebbe voluto dirle, la sua voce era carica di dolore e risentimento. Elga ascoltò in silenzio lo sfogo della ragazza poi replicò, « Hai ragione Francesca. Talmente ero presa dall’idea di una nuova vita che ti ho trascurata ingiustamente. Pensavo solo a me e a lui, volevo ricominciare invece ho solo peggiorarato le cose a causa della fretta e ho abbassato la guardia. Inoltre avevo accanto una spia della Fondazione e non me ne sono mai resa conto » Spiegò con decisione mantenendo il contatto visivo con la figlia, nonostante l’immenso dolore che provava nell’anima non perse il controllo di sé, la sua fierezza era percettibile nel tono fermo della voce e nella compostezza del suo corpo, non gesticolava mai mentre parlava.

« chi è questa persona? » domandò immediatamente Francesca. « Si tratta di Marina. L’ho conosciuta per mezzo di Anna ed Erika, usciva nel nostro gruppo e io credevo che fosse realmente mia amica. Durante le serate che trascorrevamo insieme le ho confidato parti del nostro passato, ma non avrei mai potuto immaginare che lei fosse in realtà un membro della Fondazione. Mi ha ingannata spudoratamente, ed ora a causa sua hanno scoperto dove abitiamo. Inoltre Alex è amico del fidanzato di Marina. L’ho saputo ieri sera mentre ero alla mostra d’arte organizzata da un membro d’alto livello della Fondazione, il quale ha promosso la donna al grado di membro onorario» «Ma è terribile! Ora ho capito il motivo del tuo dolore… E Alex sa dell’accaduto alla mostra? » domandò la ragazza. « Sì. Gliel’ho detto poco fa. Ieri sera ho avuto uno scontro diretto con Marina, le ho fatto presente che non può prendersi gioco di me e tradirmi. Oggi non sono riuscita a stare tranquilla nemmeno al lavoro, difatti sono uscita con due ore d’anticipo poiché dovevo parlare con Alex della questione » disse Elga con tono distaccato.

« E lui cosa ne pensa? » si apprestò a domandarle Francesca, « Inizialmente mi ha accusata di aver esagerato poiché lei è la fidanzata del suo amico, ma ancora non sapeva della mia appartenenza alla Fondazione Indigo. Ammetto di non avergli rivelato tutto, piuttosto mi sono limitata a dirgli solo l’essenziale. Avevo deciso di confidarmi con lui poiché credevo che fosse l’uomo della mia vita e invece ho capito che non è come pensavo », disse Elga con rassegnazione, dopo qualche secondo di silenzio riprese il discorso, « Ho messo in pausa la nostra relazione. Prima devo risolvere i problemi con la Fondazione, poi deciderò cosa fare, ora non ho tempo per impegnarmi in una storia d’amore », finì con durezza.

Francesca rimase stupita e allo stesso tempo soddisfatta dalla decisione presa dalla madre, « Hai fatto bene a rinunciare, visto che è amico dei membri della Fondazione è meglio che stia lontano dalla nostra famiglia » «Probabilmente ho sbagliato a frequentarlo, ma non potevo sapere che era vicino a quegli infami. Ora usciamo da qui, sarà già molto tardi e tu devi prepararti », Elga prima di uscire, avvolse la collana in un pezzo di stoffa e la nascose nella tasca dei jeans.

Arrivati nel soggiorno Elga raccolse la borsa e la giacca dal pavimento, prese il cellulare e vide che erano già le 14,35, mandò un messaggio a sua sorella Daniela per sapere l’ora che sarebbe venuta.

Francesca intanto si chiuse in camera sua e cercò una borsa capiente dove poter mettere i suoi vestiti. Non accettava il solo pensiero di dover allontanarsi dalla madre senza sapere cosa ne sarebbe stato di lei e non sapeva nemmeno se l’avrebbe rivista. Prese nervosamente i vestiti dall’armadio stracciandoli dalle grucce e li mise nel primo zaino che trovò mentre piangeva ricordando i momenti trascorsi insieme a lei, il destino le aveva tradite ancora una volta facendole separare.

Frattanto Alex ripensava ad Elga con nostalgia mentre guardava le foto che li ritraevano insieme, si sentiva inerme poiché oramai non poteva fare più niente per recuperare la loro storia, e da quel poco che la conosceva comprese che non l’avrebbe mai dimenticata, aveva sconvolto la sua vita come un ciclone da quando la vide per la prima volta. Elga preparava una piccola valigia con alcuni vestiti e oggetti personali, decise di trasferirsi nuovamente nella sua vecchia casa dove tutto era iniziato. Da un cassetto prese un mazzo di chiavi e le nascose fra gli abiti. Non sarebbe voluta ritornare a Milano ma era costretta poiché doveva liberarsi dalla Fondazione una volta per tutte in modo da poter vivere serenamente. La addolorava separarsi da sua figlia ma era l’unico modo per proteggerla nel caso le sarebbe accaduto qualcosa. Ripensò ad Alex e alla loro storia durata poco ma quel che bastava per averle fatto vivere dei momenti molto intensi.

Il suono di una notifica arrivata sul suo smartphone la riportò alla realtà, vide che si trattava di Daniela, era sotto casa. Uscì dalla camera e prima di far entrare Daniela andò da Francesca. Si affacciò nella porta della sua camera e la vide seduta sul letto con la testa abbassata sul petto, aveva il viso nascosto dallo zaino che stringeva fra le braccia, « Daniela è arrivata…», le disse e si allontanò verso la porta d’ingresso. Aprì la porta, « Ciao Daniela…», quando Elga vide sua sorella provò ad abbozzare un sorriso per provare a nascondere la tristezza che la lacerava. « Non c’è bisogno che fingi di sorridere dinanzi a me, ho già capito dal tuo sguardo che è successo qualcosa…», Elga l’abbraccio stringendola forte, «La fondazione mi ha trovata nuovamente ed ora non voglio più fuggire e nascondermi, voglio affrontarli direttamente…» disse con decisione. «Cos’hai intenzione di fare? Per favore Elga non commettere sciocchezze…» Elga sciolse l’abbraccio e la guardò in volto cercando di trattenersi, « Non ho altra scelta che ritornare a Milano e confrontarmi con il Capo, i membri d’alto livello della Fondazione e chiarire con i parenti di Carlo, altrimenti non sarò mai serena. L’unico modo che ho per liberarmi dal loro giogo è provare a regolare i conti. E per questo ho bisogno del tuo aiuto», Daniela trasalì, « E cosa dovrei fare? Senti Elga non mettere a repentaglio l’incolumità della tua famiglia, ricordati che hai una figlia adolescente», la rimproverò preoccupata. «Ma è proprio per questo che ho bisogno di te » le disse Elga quasi implorandola, « Dovrai prenderti cura di Francesca mentre io sarò via, per favore non negarmi il tuo aiuto…» Daniela rimase senza parole, non sapeva cosa dire trovandosi in una situazione così difficile, la richiesta di Elga le aveva toccato il cuore, era estremamente preoccupata per la sorte della sorella, « Sai che non rifiuterei mai una richiesta così importante, come potrei non accogliere mia nipote a casa? Certo che può venire a stare da me e potrà rimanere quanto tempo vorrà. Dov’è ora? » «È in camera sua, è molto provata e dovrai darle tutto l’affetto e il conforto di cui ha bisogno in questo momento così delicato, le ho già spiegato che andrà a vivere da te fino a quando io potrò ritornare. Ora vado a chiamarla, le ho detto di preparare i suoi vestiti e oggetti personali » Le rispose Elga con dispiacere e andò verso la camera di sua figlia. « Francesca vieni, c’è Daniela » le disse da dietro la porta. La ragazza uscì poco dopo con lo zaino sulle spalle e un’altra grande borsa in mano ed insieme si diressero al salone. « Ciao cara Francy», la salutò Daniela appena la vide, Francesca non rispose, rimase con la testa china, la donna si avvicinò a lei e la attirò a sé, « coraggio, ci sono io con te…non devi avere paura di niente », la rassicurò dolcemente mentre le accarezzava la testa. Daniela guardò sua sorella in attesa di ricevere una risposta, Elga comprese il significato di quello sguardo e annuì col capo. « Dobbiamo andare », disse Daniela rivolgendosi alla nipote, «Mamma dimmi che ti rivedrò… », quelle parole piene di dolore fecero sussultare Elga, non sapeva il destino che l’attendeva da ora in avanti, ma si sforzò di essere ottimista per non far preoccupare sua figlia ora molto più fragile, « Ci rivedremo presto, te lo prometto. Mi raccomando comportati bene con tua zia e non essere testarda. Io sarò sempre al tuo fianco ogni volta che ne avrai bisogno e potrai mandarmi messaggi e chiamarmi ogni volta che vorrai. La distanza fisica non ci separerà, saremmo vicine nei nostri pensieri»

Si abbracciarono e Daniela le guardava commossa; Francesca in quel momento non avrebbe voluto separarsi da quelle braccia rassicuranti. « Abbiate cura di voi », disse Elga piegando le labbra in un leggero sorriso, e dopo essersi salutate nuovamente, Daniela accompagnò Francesca alla sua auto parcheggiata sotto casa e la aiutò a caricare le borse nel cofano, dopodiché entrarono nel veicolo. Elga uscì per vederle andare via, quella sera le parve che il clima si fosse raffreddato di colpo, e mentre vide la macchina mettersi in moto, sentì un brivido gelido che le attraversò le ossa. Elga vide lo sguardo perso nel vuoto di Francesca e sollevò la mano per salutarla come vide il veicolo allontanarsi, ma la ragazza non se ne accorse. Pensò che quel momento era uno dei più dolorosi dopo la scomparsa di suo marito, e la voglia di vendetta nei confronti della Fondazione divenne più forte.

CONTINUA…

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