Elettrica Fantastica di Alberto C.

Specchio specchio delle mie brame chi è la più feroce del reame? La più guerriera del reame? La più bella? Elettrica aveva letto parecchi articoli sull’ipnosi e sull’auto convinzione di diventare il TOP non capendo in verità granchè.

Non perchè la bella scontrosa ragazza, rossa di capelli e di temperamento, della bassa pianura, della linda casetta (non di marzapane) in mezzo ai pioppi con l’attitudine alle risse scolastiche (una volta, ormai sono più buona buonina), con l’attitudine da voyeur, guardona, Elettrica monella…

…non perchè appunto la rossa ragazza fosse ignorante come una capra. Certe delusioni esistenziali, qualcuna dai, le avevano messo una pulce nell’orecchio, una pulce chiamata ATTENZIONE e non cedere a FACILI ENTUSIASMI INFONDATI, quindi all’erta, guerriera, rimaniamo con i piedi per terra. Sull’ipnosi però aveva deciso di darci dentro in convinzione, poteva la futura rivoluzionaria, la Giovanna d’Arco del XXI secolo frignare come una femminuccia depressa? Giammai!


In piedi davanti allo specchio, tuta felpata e montagna di capelli rossi sulle spalle e per aria, metteva nero su bianco la terapia. Ehi tu, guardami, si diceva, ora tu sei in mio potere ti comando, dall’alto della mia indistruttibile e insindacabile potenza, di pensare a te come la più grande…la divina…la suprema meravigliosa Ele…Elettrica…FANTASTICA! Già Elettrica fantastica, fantastica, mia cara dura, cattivella, rognosa ELETTRICA FANTASTICA!

GUARDAMI E CREDICI, ragazza rossa, ELETTRICA FANTASTICAAAAAA!!!

Nella performance però, nominandosi, qualcosa andava sempre storto. La temibile ragazza odiava il suo nome (non potevano chiamarmi GINEVRA GIULIA EMMA SOFIA…con un nome normale, cacchiosa cazzarola). Quindi la trasmissione dei dati di positività ipnotica da faccia a specchio si infrangevano contro il muro della sua scarsa autostima. Quando succedeva…

…cadeva in ginocchio a terra e si metteva le mani tra i capelli tirandoseli fino a farsi male. MALEDIZIONE a sto nome del cavolo diceva sentendo le lacrime bagnarle il viso, ma si può essere più sfigate? Già gli amici non ci sono, già vivo in sto posto infame, già…sono ancora… (sei ancora vergine, Elettrica tesoro, a vent’anni è un pò grave)…sono ancora…ancora…all’inferno l’ipnosi! E lanciava una scarpa contro lo specchio bersagliandolo e bersagliandosi di insulti di tutti i tipi. Quando succedeva tutto ciò, la salvava l’attività fisica.

Recuperava le scarpe, si annodava i capelli in una lunga coda rossa che le ballava sulle spalle e se non c’era nebbia o tempo balordo usciva a correre per i sentieri tra i pioppi e l’argine del fiume. Si sfogava un pò, senza piangere, senza paturnie e si sentiva bene come un uccellino appena liberato dalla gabbia (della vita, tesoro). Quindi la serotonina fluiva come un miele su un favo nella sua rossa testolina e tornava a sentirsi grande, meravigliosa e fantastica, la Giovanna d’Arco del XXI secolo, la Che Guevara al femminile…

…che bella la vita, sentenziava liberandosi i lunghi capelli rossi piena di vita. Che bella la vita, bella, bella, bella. Se era il tramonto e tutto diventava rosso come lei era anche meglio (al diavolo l’ipnosi)…

…per Elettrica fantastica era uno sballo dannatamente figo!

Albert 1/12/2020

https://povertaricchezza.org/2020/12/01/elettrica-fantastica/

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