Il sassolino nella scarpa ( Terza e ultima parte) di Elena e Laura Canepa

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Arrivarono in poco tempo a una cascina. I latrati di diversi cani avvisarono i padroni di casa della presenza di alcune persone. Subito una donna comparve sulla soglia e, riconosciuto l’uomo in testa al gruppo, lo salutò amichevolmente.

«Siamo venuti a prendere dell’olio» disse lui.

«Certo, chiamo subito Giuan per accompagnarvi in cantina e, visto che siete arrivati al momento giusto, mangerete un boccone qui con noi» sentenziò lei.

Tutti accettarono riconoscenti: i morsi della fame iniziavano a farsi sentire.

Una volta riempite le damigiane e finito il pranzo, il gruppo salutò i due contadini. «Arrivederci! Torneremo il prossimo anno.»

Percorsero a ritroso la strada fatta in precedenza ma, ad un certo punto, Eugenio incominciò a provare un fastidio insopportabile, prima sotto il piede e poi sulla punta delle dita. Non ce la faceva proprio più a camminare, talmente irritante era quella sensazione.

«Giuseppe, dobbiamo fermarci, ho un sassolino nella scarpa e devo assolutamente togliermelo.»

«Non ora, fratello, ci rallenteresti e basta. Non possiamo permetterci di perdere nemmeno un minuto o rischieremmo di non ritrovare la strada» sentenziò Giuseppe, con l’autorità del fratello maggiore. Con un’occhiata allo sguardo cupo di Eugenio, aggiunse: «Dai, resisti, tra poco non ci farai nemmeno più caso».

Sfortunatamente, però, il sassolino non voleva saperne e continuava a infastidire Eugenio che, ad un certo punto, iniziò a zoppicare tanto era il dolore. Rimase qualche passo indietro.

«Dai, forza!» lo spronava Giuseppe, «non vedi che ci lasciano indietro?»

Ma Eugenio, non riuscendo più a resistere, si lasciò cadere a terra e iniziò a slacciarsi la scarpa.

Giuseppe, accortosi del fatto, tornò indietro sbuffando.

Eugenio fece in fretta: dopo aver scosso la scarpa, fece cadere il sassolino e si risistemò velocemente.

Giuseppe aveva perso di vista i compagni e, quindi, affrettò il passo per raggiungerli. Fatti però pochi passi, si fermò e bloccò Eugenio; gli fece cenno di stare indietro.

Il giovane alzò lo sguardo sulla strada e vide la comitiva ferma davanti ad un camion, dal quale erano scesi alcuni militari. Ci fu una discussione ma, alla fine, Eugenio vide il gruppo caricare le damigiane sul camion che ripartì subito dopo. «Ma…» fece per chiedere.

«Hanno sequestrato l’olio» disse Giuseppe con un misto di incredulità e sollievo.

Eugenio lo guardò senza capire, ma Giuseppe gli spiegò subito il motivo della sua felicità: «Possiamo ringraziare quel sassolino se non hanno sequestrato anche il nostro! Se non ci fossimo fermati ci avrebbero visti».

Eugenio sorrise felice: alla fine, era stato anche merito suo.

Fine.

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