Il sogno di Charlotte (6 parte) di Laura Clemente

Photo by John-Mark Smith on Pexels.com

«Papà, ho deciso di non accettare il contratto. Sono otto anni che continuiamo a spostarci secondo le volontà di altri. A me piace esibirmi con te. Cantare è la cosa che mi rende più felice al mondo, ma in questo modo no. Non voglio più dipendere da altre persone, assecondare le loro richieste e risparmiare continuamente la mia libera creatività. Preferisco piuttosto vivere in miseria, che sentirmi manipolata a bacchetta ogni singolo giorno.»

«Charlotte, ascoltami. Capisco pienamente quello che dici e lo condivido, ma vedi, le cose non sono così semplici. Senza quelle persone che come dici tu ti manipolano, noi non andremmo da nessuna parte. Il nostro futuro non avrebbe colore. Non so se mi spiego.»

«No, papà. Se uno ci mette il cuore in quello che fa, anche partendo dal gradino più basso, può un giorno arrivare alla vetta. Io credo che sia meglio finirla qui. Il canto è la mia passione, ma ne ho tante altre e poi mi piacerebbe andare a scuola o quantomeno ricevere un’istruzione.»

«Ma tu sai già leggere e scrivere e sei molto intelligente. Perché sprecare altro tempo con lo studio se il tuo futuro potrebbe essere già segnato positivamente da questa offerta. Pensaci bene, potrebbe essere la nostra occasione.»«Non è tempo sprecato quello dedicato allo studio. Io non voglio passare il resto della mia vita in questo modo. Voglio fare altro, voglio avere degli amici e voglio anche ricostruire la nostra famiglia.»«Non ti basta quello che già abbiamo, figlia mia? Per avere le cose che hai appena elencato, ovvero gli amici e la famiglia, devi rinunciare alla tua carriera come cantante»

«Infatti ho deciso di rinunciare. Mi dispiace papà, io torno a casa»

Charlotte abbandonò il locale dove lei e il padre avevano pranzato e si diresse verso il bilocale che padre e figlia condividevano da otto anni. Non era una casa molto spaziosa, ma Charlotte era riuscita a renderla un posto carino, nel quale lei poteva continuare a sognare. Nel poco tempo libero che aveva a disposizione, quando non doveva esibirsi o presentarsi a nuovi imprenditori, Charlotte ripensava alla vita precedente, la sognava di notte. Inoltre, la sua fantasia la portava ad inventare nuove storie, che trascriveva in dei quaderni, leggeva libri di ogni genere e teneva un diario, cosa che non aveva mai smesso di fare da quando suo nonno Will le aveva regalato il primo il giorno della sua partenza.

Quando Charlotte chiedeva al padre come stessero la mamma, il nonno e i fratelli, lui rispondeva sempre in modo sbrigativo che, nell’ultima lettera che aveva ricevuto, lo informavano che stavano tutti bene. Charlotte, però, non aveva mai visto traccia di una di quelle lettere e il suo sospetto era che quel che diceva Mark fosse pura invenzione. Più volte era scoppiata in lacrime temendo che alla sua famiglia fosse capitato qualcosa di tremendo. Era assai possibile che la madre, già molto ammalata quando era partita, fosse ulteriormente peggiorata o addirittura morta. Lo stesso valeva per suo nonno. E i suoi fratelli, James e Noah, sarebbero riusciti a portare avanti il lavoro senza più alcun supporto? Questi brutti pensieri assillavano spesso la testa di Charlotte, ma in tutti quegli anni la povera ragazza non aveva mai trovato il modo di mettersi in contatto con loro. Così cercava di fidarsi delle rassicurazioni del padre.

Dopo essersi fatta una doccia calda ed essersi preparata una tazza di te fumante, Charlotte prese carta e penna e schiarì i suoi pensieri. Dopo qualche minuto c’era già traccia di un testo di una nuova canzone. Il suo era un dono, più persone glielo avevano detto, ma nessuno le aveva mai consentito di portare un suo pezzo ad una esibizione. Aveva, invece, sempre dovuto cantare i pezzi che le venivano assegnati dai suoi agenti o cover di altri artisti.

Dopo aver riflettuto qualche istante, Charlotte decise che quel weekend si sarebbe presa una pausa. Nell’ultimo periodo era riuscita a mettere da parte abbastanza denaro per pagarsi un viaggio. Non voleva andare molto lontano e nemmeno spendere troppo. Desiderava solo staccare per un secondo la spina e allontanarsi dalla caotica città per riassaporare dopo molto tempo l’aria di montagna e perdersi nell’incanto della natura.

Parigi le piaceva, anzi l’aveva adorata fin dal primo momento in cui aveva messo piede in quella città. Per Charlotte era stata una gioia enorme uscire per la prima volta dal guscio di casa sua e scoprire quanto il mondo in realtà fosse grande e quanto aveva da offrirle. Oltre a Parigi era stata per qualche mese a Londra, a Madrid, a Milano, aveva girato insomma le città più importanti d’Europa. Eppure, continuava a mancarle la sua casa natale, si sentiva come un animale fuori dal suo habitat naturale.

Intonando i versi di Lady Gaga, Charlotte recuperò alcune cose dalla sua stanza e iniziò a preparare la valigia. Per un attimo si spaventò, dato che non riusciva a trovare il suo documento di identità. Poi, però si ricordò che lo aveva dato a suo padre qualche giorno prima. Così lo cercò rovistando tra le sue cose, finché lo trovò. Non fu l’unica cosa che Charlotte vide. Infatti, proprio accanto alla usa carta di identità, vide una busta chiusa con su scritto Per Charlotte. Era la calligrafia di sua madre. Con qualche lacrima che aveva già iniziato a scenderle sul volto, Charlotte aprì la busta e si ritrovò tra le mani la lettera che sua madre le aveva scritto otto anni prima. Dopo essersi seduta sulla poltrona a pochi passi da lei, iniziò a leggere.

Mia Charlotte,

Spero che il viaggio per Parigi stia procedendo bene. Prima di ogni altra cosa, voglio che tu sappia che io non ti ho abbandonato. La scelta di farti partire con tuo padre è stata più dovuta che voluta. Sono sicura che da domani si apriranno le porte di un grande regno per te, vedrai il mondo per la prima volta e niente e nessuno potrà più impedirti di sognare. Sarà difficile vivere senza una figura materna. Ma la verità è che, in questi anni, sei stata tu più mamma di me. Per curare la mia malattia, hai sacrificato la tua infanzia e sei cresciuta con leggero anticipo. Sei una bambina forte, coraggiosa e sorprendentemente speciale. Non riesco ad essere triste o delusa. Il solo averti generato, l’aver dato vita ad una creaturina così talentuosa e buona come te, mi rende orgogliosa. Tu sai che sono malata, sì che lo sai bene! Ebbene, qualche giorno fa il medico mi ha visitata e mi ha fatto capire tristemente che mi mancano pochi giorni di vita. Piccola, tu ci hai provato a salvarmi, hai fatto tutto il possibile. A volte la natura e la volontà divina devono accorciare il filo della nostra vita. Non so se per errore o per pura volontà, ma la decisione non va contestata, ne tanto meno rimproverata. Se il signore mi ha chiamata a sé così presto, è perché la mia presenza in Cielo è più importante rispetto a quella qui, sulla Terra. Mi rimprovero di non averti dato l’ultimo abbraccio come meritavamo, mi rammarico di non poterti mai più rivedere, ma spero e anzi ne sono certa, che quando la luce si spegnerà per me, per te invece un grande sole inizierà a splendere.

C’è una cosa che ti ho sempre tenuta nascosta, che ho cercato di tacere. Quando sarai maturata abbastanza dal punto di vista artistico (devi decidere tu quando questo momento sarà arrivato) informati su una donna, si chiama Lisa e porta il mio stesso cognome. Dovrebbe vivere ancora a Parigi, ma anche se non dovesse più risiedere lì, non sarà difficile trovarla. Quasi tutti, esclusa la fascia più giovane, la conoscono. Un tempo era un’artista a tutti gli effetti. Ballava, cantava e recitava. Credo che lei possa svelarti un segreto e che abbia qualcosa che ti appartiene.

Sii forte, non arrestare mai il passo, non voltarti mai indietro, ma continua sognante così come sei per la tua strada,

Un ultimo bacio,

La tua e per sempre mamma

Continua…

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s