Il sogno di Charlotte (5 parte) di Laura Clemente

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Una settimana dopo Charlotte fu costretta a preparare le valigie e a partire con il padre. I genitori avevano ragionato a lungo sul da farsi. La sera, quando i figli già dormivano, cercavano di capire quale futuro fosse migliore per la figlia. Erano certi che, rimanendo al villaggio, Charlotte sarebbe restata un fiore senza la possibilità di sbocciare. Se fosse partita, però, avrebbe dovuto rivoluzionare la sua vita e conoscere una realtà profondamente diversa da quella in cui aveva vissuto fino ad allora. In quelle notti Helena e Mark ne approfittarono per recuperare il tempo perduto. Erano entrambi un turbine di amore e passione, di tenerezza e compassione, di paura e impotenza di fronte al tempo e alla sorte. Inoltre, durante gli ultimi giorni, le condizioni di Helena erano tremendamente peggiorate. Era stata visitata dal medico del villaggio che, tristemente, aveva annunciato che era appena passata allo stadio avanzato della sua malattia. Helena in cuor suo sapeva che le rimanevano poche settimane, al massimo qualche mese, di vita. Ma cercava di non pensarci e di non trasmettere la sua angoscia al marito e ai figli.

Una sera, quella prima della partenza di Charlotte e Mark, Helena si disse che forse, a quel punto, la morte sarebbe stata una ricompensa. Non avrebbe potuto sopportare l’idea di non rivedere per molti anni di nuovo il marito, ma soprattutto la sua bambina. James e Noah erano sempre via per lavorare e lei sarebbe rimasta eternamente sola nella sua stanza, con una malattia con cui non era mai stata in grado di combattere. Ultimamente si sentiva più leggera, quasi come se si stesse preparando per raggiungere gli angeli in cielo.

La mattina seguente, quando ancora Mark dormiva, Helena prese un foglio di carta e iniziò a scrivere. Charlotte avrebbe letto il suo messaggio di addio solo molti anni dopo.

I due fratelli quella mattina rinunciarono al lavoro e organizzarono una piccola festicciola per la sorellina. James le regalò un cavallo a dondolo di legno in miniatura, mentre Noah un piccolo fischietto dal suono particolare. Charlotte non aveva ancora ben realizzato ciò che stava per succedere, non sapeva dove sarebbe andata e nemmeno per quanto tempo non avrebbe visto la mamma. Anche lei sentiva che le ore della madre sulla Terra diminuivano ad ogni lancetta di orologio, così nella mente fece una preghiera per lei. Poi entrò nella sua camera e le lasciò un regalo nel cassetto del suo comodino.

giorno anche Will scese a valle per salutare suo figlio e la sua nipotina e anche lui aveva un regalo per lei. Si trattava di un altro libro dal titolo Cento pagine bianche. Infatti, appena Charlotte iniziò a sfogliarlo per curiosità, notò che le pagine erano effettivamente tutte bianche.

«Voglio che mi fai una promessa Charlotte. A partire da quando vorrai, inizierai a scrivere una nuova storia, la tua storia, così da catturare per sempre il tuo sogno che diventa realtà. So che adesso sei triste, ma le persone che incontriamo lungo il nostro cammino sono tante e a volte ci tocca abbandonarle, anchQuele se significano molto per noi. Capito?»

«Sì nonno, ho capito»

Spero solo di tornare quando avrò trovato la cura per la mamma e che quel giorno lei sia ancora qui ad aspettarmi, pensò Charlotte un attimo dopo.

Dopo un’infinità di strette e abbracci, padre e figlia salirono su un carretto che li avrebbe portati alla stazione. Charlotte guardò la sua casa rimpicciolirsi ad ogni passo e osservò quelle sagome finché poté per non scordarsi mai più il loro aspetto. Infine, quando li vide rientrare in casa, consegnò al vento un bacio nella speranza che avrebbe accarezzato i vetri delle loro finestre.

Poi si girò e guardò nella direzione opposta. Charlotte si disse che era pronta per iniziare la sua nuova vita.

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