Il filo del destino (5 parte) di Ylenia Ely

« Abbiamo un’appuntamento in sospeso, ti andrebbe di recuperare quella passeggiata al mare che ti avevo promesso?» Alex parlava al telefono con Elga. « Si. Ho proprio bisogno di distrarmi dal quotidiano. Vedere il mare mi fa stare bene. Se puoi possiamo andare stasera », annuì subito la donna. « Per me va bene, allora ci vediamo lì alle 18 ». Era sabato pomeriggio e faceva molto caldo, aveva voglia di trascorrere una giornata diversa dal solito lontano dalla frenesia della città, così decise di andare al mare con Alex per spiegargli un po’ del suo passato, sentiva che lui sarebbe stato l’uomo della sua vita.

« Senti mamma, la mia amica Marta mi ha invitata a casa sua per un pigiama party, posso andare? » Domandò Francesca implorandola. Elga inizialmente era indecisa e rifletté per un po’ prima di rispondere, ma visto che non sapeva l’ora che sarebbe rientrata, decise di lasciarla andare a casa della sua amica, si sentiva più tranquilla sapendo che era in compagnia. « Si puoi andare, tanto stasera devo uscire anch’io con Alex e non so a che ora rientrerò. Vado a fare una passeggiata al mare per distrarmi da questa noiosa quotidianità. È da molto tempo che non mi prendo una serata per me a causa della stanchezza dopo il lavoro », Francesca aggrottò la fronte, « State ancora insieme? Non lo sapevo…», « Ci siamo riconciliati. L’amore sa essere più forte dell’odio a volte. Sento che lui mi ama sul serio, non voglio commettere l’errore di lasciarlo per un malinteso », le rispose Elga in tono di rimprovero. « Quindi mio padre non esiste più nel tuo cuore?» Elga sospirò e disse con estrema serietà, « Lui c’è sempre nel mio cuore. Sento il bisogno di riprendere in mano le redini della mia vita e andare avanti verso un nuovo futuro. Non posso stare a piangermi addosso ogni giorno, devo farmi coraggio e continuare a vivere soprattutto per te, sono ancora una donna giovane e non voglio trascorrere il resto della vita nella solitudine. Non sarebbe stato contento nemmeno tuo padre di vedermi sempre triste, nervosa e arrabbiata con il mondo. Ho trascorso tre lunghi anni densi di dolore e non voglio più andare avanti così», finì con decisione. « Voglio solo la tua felicità, spero che Alex sia sincero con noi come lo è stato mio padre. Non sopporterei una delusione del genere se un giorno verrà a vivere a casa nostra e ci tradisse…» le rispose Francesca addolorata. « Ancora non sta venendo a vivere a casa nostra. Prima voglio capire le sue vere intenzioni, anche se il suo amore sembra palese fin dall’inizio. Durante quel periodo di lontananza, entrambi abbiamo sofferto molto allo stesso modo. Spero che continui ad essere così. Ora vado a prepararmi, è quasi ora di andare ». Elga si alzò dal divano e si diresse verso le sue stanze private, anche Francesca andò a prepararsi per andare a casa di Marta.

Frattanto un gruppo di 13 uomini vestiti con eleganti abiti scuri sono riuniti attorno ad un lungo tavolo rettangolare; « Finalmente l’abbiamo ritrovata. È durata poco la sua fuga. Ivan e Marina hanno fatto un’ottimo lavoro durante questi anni, ora sappiamo dove abita, sappiamo chi sono i suoi amici, la sua vita privata, Sarà davvero facile riavere nelle nostre mani ciò che ci appartiene di diritto », disse con voce greve uno di loro. «Dobbiamo assolutamente riappropriarci di quel diamante. Non le appartiene, non doveva averlo lei. Carlo l’ha dato in eredità a quella donna senza il nostro permesso! Non possiamo lasciarlo nelle mani di una traditrice! La Fondazione è nata per possedere quel diamante. », Ribatté nervosamente un altro. « Sarà suo ancora per poco tempo, vedrete, ora è relativamente facile risalire ai suoi spostamenti. Dario, Tu non dici niente?» L’ uomo si voltò verso un giovane che ascoltava assorto le conversazioni dei presenti, il quale si voltò a sua volta verso il suo interlocutore, « Per me possiamo procedere con il piano che il Capo ha predisposto per recuperare il diamante. Stavo riflettendo sulla questione », Rispose con calma. « Allora possiamo agire. Mando un’email a Ivan per informarlo della nostra decisione », annuì l’uomo dalla voce greve.

Elga era pronta per uscire, aveva indossato un leggero vestito nero estivo decorato con motivi floreali, un trucco delicato limitato all’essenziale e un paio di sandali, voleva sentirsi leggera quella sera senza troppi ornamenti visto che doveva fare una passeggiata al mare. Francesca era già uscita di casa da pochi minuti, sarebbe rientrata l’indomani mattina. Mentre aspettava l’arrivo di Alex, navigava su internet cercando informazioni su alcuni pezzi d’antiquariato da acquistare per arricchire la sua collezione. In quel momento ricevette un’email da parte di un suo conoscente e appassionato d’antiquariato come lei, le ha inviato l’invito per partecipare l’indomani sera ad una serata di lusso a casa sua per ammirare le opere in suo possesso e dove si sarebbero riuniti tutti gli appassionati d’arte antica che conosceva, accettò l’invito senza pensarci troppo, sarebbe stata una buona occasione per conoscere altre persone con i suoi stessi interessi e scambiarsi idee.

Alex arrivò in macchina e lei scese subito. «Elga sei davvero affascinante, ti dona tantissimo questo vestito», disse mentre la ammirava estasiato, la donna entrò nell’auto e si sedette nel sedile anteriore vicino a lui, a quel complimento arrossì, non era più abituata alle adulazioni degli uomini. «Ti ringrazio. Oggi ho preferito essere leggera. Per me andare a vedere il mare è un momento molto intimo, mi coinvolge molto emotivamente e non sento il bisogno di caricare il mio corpo di trucchi e gioielli», rispose in modo calmo ma con decisione. La donna era molto emozionata, ma cercava di rimanere seria, non amava esternare troppo i suoi pensieri. L’auto scivolò fuori dalla città, e già nel vedere i palazzi che si allontanavano sempre di più da lei le dava un’insolita sensazione di serenità, « Mi sento già meglio. Sono stanca della routine quotidiana, ultimamente è più snervante del solito. Oggi mi sento più libera, sarà il mare che mi regala questa sensazione di benessere solo al pensiero di andare a vederlo e camminare sulla sabbia », disse Elga mentre guardava attraverso il finestrino con un sorriso compiaciuto la città che scorreva velocemente dietro il passaggio dell’auto.

«Ti capisco, sai? Anch’io quando sono stanco di stare in città preferisco allontanarmi per un po’. Durante le ferie estive vado a vivere nella tenuta in montagna appartenente ai miei genitori. A volte organizzo delle feste con i miei amici, oppure sto da solo. A volte si sente il bisogno di stare un po’ da soli per fare ordine nei propri pensieri. » « Si, sei fortunato ad avere un’altra casa. Vorrei avere anch’io un luogo dove rifugiarmi da tutto il resto…», rispose Elga pensierosa.

« Finalmente siamo arrivati », Elga scese immediatamente dall’auto e si mise ad osservare il mare, provava una felicità immensa, si tolse i sandali e scese sulla spiaggia. « Qua mi sento come a casa. È una sensazione meravigliosa» disse piena di gratitudine. Alex vide per la prima volta sul viso della donna un sorriso colmo di gioia, non l’aveva mai vista così serena, era come se tutta la tristezza le fosse passata. Andò verso di lei e le cinse le spalle con il braccio attirandola a sé mentre camminavano insieme sulla spiaggia, «Sono felice di vederti più serena. Dovresti venire più spesso al mare visto che ti fa stare bene. Ci sono dei luoghi che sentiamo come propri anche se non ci appartengono materialmente, ma appartengono alla propria anima, ed è lì la nostra vera casa, nell’unico luogo dove ci sentiamo noi stessi », disse con voce calda Alex guardando l’orizzonte. Elga ebbe un sussulto al cuore nell’udire queste parole che l’avevano profondamente toccata, Lo guardò intensamente negli occhi, era commossa, « Hai espresso esattamente ciò che provo ogni volta che vedo il mare, hai saputo leggere i sentimenti nella mia anima quasi senza conoscermi, e di questo ti sono profondamente riconoscente. Come fai a comprendere ogni volta ciò che provo? » La donna lo guardava con i lucciconi agli occhi. « Perché provo le tue stesse emozioni. Mi rivedo molto nella tua personalità, sei uguale a me. Non è un caso se la vita ci ha fatti incontrare», le disse sulle labbra. Elga si sentì totalmente avvolta da quel tono vocale rassicurante, era impossibile negare a sé stessa quanto lo amasse.

« Voglio raccontarti il mio passato. Sentoche è arrivato il momento che tu sappia qualcosa su di me, sai comprendere le mie emozioni come nessun’altra persona ha mai saputo fare. E per me questo vuol dire molto.» « Se non te la senti non c’è problema. Non devi forzarti, mi dirai di te quando sarai pronta e più sicura » la baciò dolcemente sulle labbra. « Sto bene con te al mio fianco, mi trasmetti tutta la sicurezza di cui ho bisogno, abbiamo trascorso insieme momenti piuttosto brevi ma ricchi di sentimenti molto forti. Sai che non sento neanche il bisogno di fumare? Non mi era più successo, ogni volta che mi sentivo stressata, andavo subito a fumare. Ora non sento questo bisogno vitale di sfogare la mia ansia fumando una sigaretta » dichiarò sorridendo. « Sono felice di vederti così entusiasta al mio fianco», rispose Alex accarezzandole la guancia. «Ascoltami Alex, Voglio essere il più sincera possibile con te, sento il bisogno di confidarti il mio passato, anche per rispetto dei tuoi sentimenti » Affermò Elga, «Grazie per condividere con me questa parte così dolorosa della tua vita. Però ribadisco che se non te la senti non sei obbligata, io ti capisco », le disse Alex tenendo il viso di Elga fra le mani. La donna sospirò e iniziò il suo racconto, « Non è facile per me rievocare questi ricordi, soffro molto solo a pensarci, ma devo farlo per te. Mi sono trasferita in questa città dopo la misteriosa scomparsa di mio marito. Una mattina come mi sono svegliata, lui non c’era e ho trovato solo una lettera sul letto scritta di suo pugno, dove mi avvisava di fuggire da quel luogo poiché degli individui misteriosi mi stavano cercando e per salvarmi avrebbe dato a loro la sua vita, così ho preso mia figlia ancora dodicenne all’epoca e mi sono trasferita qui in Liguria. Non ho preso niente con me, avevo solo le mie carte di credito. Immediatamente ho acquistato la casa dove vivo ora e dei mobili, col tempo e fatica, ho creato la mia posizione, ho trovato lavoro e mi sono risollevata. Ho sofferto molto, non avevo più fiducia in nessuno ed ero sempre chiusa in me stessa a ripensare al mio dolore. Poi ho conosciuto Erika e Anna, grazie a loro ho riscoperto l’amicizia e il valore della condivisione. Ho ripreso ad uscire e a divertirmi, lentamente ho lasciato spazio ad una nuova esistenza. Mi sentivo rinata. Poi sei arrivato tu, e la mia vita è nuovamente cambiata, ho conosciuto nuovamente il significato dell’amore incondizionato verso un’altro uomo e la voglia di iniziare una nuova vita », Alex la strinse forte al petto e la rassicurò, « Mi dispiace per tutto ciò che hai passato, non avrei mai immaginato niente del genere. Non posso nemmeno immaginare il tuo dolore, deve essere stato terribile. Non ripensare più al passato, vai avanti e rinasci dalle tue ceneri. Senza conoscere ancora niente di te all’inizio della nostra storia, ho pensato che dietro quella apparente durezza ci fosse un’anima molto fragile, la tua riservatezza era la causa dei tuoi lunghi silenzi e di quello sguardo sempre afflitto che ti portavi appresso, non eri mai felice ma fingevi di esserlo per sembrare spensierata, ma non era così. Io l’ho compreso da subito ».

Elga non rispose oltre, lo baciò con trasporto come ringraziamento per la sua comprensione. Si soffermarono ad osservare il sole che lentamente tramontava sul mare, creando un dipinto naturale dalle tonalità ardenti che si intrecciavano, regalando loro delle forti emozioni. La leggera brezza marina che accarezzava il viso era una sensazione meravigliosa per Elga, si sentiva immensamente fortunata ad essere lì in quel momento in compagnia dell’uomo che amava. «Ho voglia di fare una nuotata, il sole che colora di rosso e oro l’acqua è incantevole», disse lei guardando il mare dove si riflettevano i raggi aurei del sole che parve sprofondare nella distesa d’acqua infuocata. «Ti dispiace se ti faccio compagnia? » le domandò Alex con tono malizioso, «No, anzi aspettavo che me lo chiedessi tu», rispose Elga rivolgendogli un’occhiata sensuale. Si tolsero i vestiti gettandoli sulla sabbia e scesero nel mare dove stettero per molto tempo a nuotare liberamente insieme. Alex la prese fra le braccia ed uscirono dall’acqua e lentamente la adagiò sulla sabbia tiepida.

I loro corpi vicinissimi si sentivano terribilmente attratti, udirono i palpiti dei loro cuori che battevano rapidamente, le loro labbra indugiavano alla ricerca di un bacio carnale e negli occhi, si leggeva un’immensa voglia di amarsi, « Se mi baci ora, andremo incontro al punto di non ritorno… », la voce morì sulle labbra di Elga poiché Alex si impadronì della sua bocca con ardore, mentre le mani forti dell’amato le scivolavano lungo i fianchi, la donna ricambiò abbandonandosi completamente al suo uomo e lo attirò a sé avvolgendogli il collo fra le braccia. Alex ammirò il magnifico corpo dalle curve morbide, imprimendo negli occhi e nelle mani la pelle liscia come la seta della sua donna. La baciò appassionatamente lungo il collo per poi scendere sui seni soffici, procurandole un gemito di piacere, assaporando il gusto salato della pelle bagnata e scaldata dal sole. Non riuscivano più a resistere al desiderio che bruciava nei loro corpi intrecciati. In quel momento c’erano solo loro con le carezze come unico vestito addosso e le mani che si incontravano in un crescendo di estasi sempre più forte; Alex la sentiva totalmente sua, la sensazione appagante dei loro corpi uniti in una cosa sola come il mare e la terra che accoglievano la loro passione, li rendeva completi.

Si svegliarono alle prime luci dell’alba ancora abbracciati sulla sabbia e assistettero al sorgere del sole sul mare rendendo quel momento indimenticabile. Elga sarebbe voluta restare con lui, non voleva rientrare casa e immergersi nuovamente nella frenesia della città, sentiva di essere cambiata e di non volere più vivere la sua solita quotidianità, un velo di tristezza incupì il suo viso, « Devo rientrare a casa…devo prepararmi per stasera poiché sono stata invitata ad una serata elegante con altri appassionati d’arte e poi rientra mia figlia che è andata ad un pigiama party organizzato dalla sua amica… avrei preferito restare con te per tutto il giorno, per sempre…sento di non appartenere più alla vita che ho vissuto fino a prima del nostro incontro…». Alex la abbracciò stringendola forte a sé per le spalle, respirò il profumo di salsedine sulla pelle dell’amata e con dita leggere, le scostò delicatamente i capelli umidi baciandola teneramente sul collo, il respiro tiepido di Alex sulla pelle la fece fremere. « Avremmo molte altre occasioni per stare insieme, devi pensare anche alla tua famiglia, io ci sarò sempre per te », disse lui rassicurandola e la baciò appassionatamente. Si rivestirono ridendo del loro aspetto, erano bagnati e i vestiti erano pieni di sabbia.

Alex la riaccompagnò a casa, Elga mentre guardava il mare allontanarsi divenne malinconica, ora era profondamente legata a quel luogo che aveva ammirato la loro unione. Appena tornata a casa, vide che Francesca non era ancora rientrata, andò a farsi una doccia e a cambiarsi. Francesca rientrò a casa verso ora di pranzo, l’aveva accompagnata in macchina la madre di Marta. Elga preparò un pranzo veloce a base di pasta al ragù e mentre erano sedute a tavola, parlavano della sera precedente, « Ieri sera sono andata al mare con Alex, abbiamo trascorso una bella serata insieme. E tu invece, com’è andato il pigiama party?» « Lo so, me lo hai detto ieri che saresti uscita con Alex, se stai bene con lui ne sono felice…» disse Francesca disinteressata, quando sentiva nominare Alex diveniva insolitamente nervosa, «Il pigiama party è stato bellissimo, mi sono divertita molto con Marta, abbiamo guardato dei film e parlato molto. Non ci siamo rese conto del tempo che trascorreva e siamo andate a dormire che erano già le 2 del mattino!» esclamò ridendo la ragazza. Elga si accorse che alla figlia non importava niente della sua relazione e non proseguì nemmeno il discorso.

Lasciò cadere con delusione la conversazione, avrebbe voluto che lei fosse più partecipe della sua vita, ma non era così. Francesca sentiva ancora la mancanza del padre e rifletté sul fatto che per la ragazza era ancora doloroso accettare un’altro uomo come patrigno. Dopo aver sparecchiato la tavola, Francesca andò in camera sua e si sdraiò sul letto. Ripensava al suo incontro con Alex quel giorno sotto la pioggia, nella sua mente era in atto una battaglia fra i sentimenti contrastanti che provava nei confronti di quell’uomo che era entrato a far parte della loro vita. Sentiva una strana sensazione quando la madre parlava di lui, non sapeva spiegarsi se si trattava di rabbia o emozione, sapeva soltanto che veniva colta da una strana sensazione che le faceva ribollire il sangue nelle vene ed era costretta a trattenersi. Lo stesso le accadde quella sera quando scoprì che lui era il compagno della madre, non riuscì a tenersi dentro ciò che aveva provato, una terribile delusione nei confronti dell’uomo; in quel momento uno strano pensiero le balenò nella mente ed arrossì, era gelosa? Scosse il capo velocemente, non poteva essere gelosa di sua madre e in più lei aveva solo sedici anni e Alex magari poteva avere sui 40 anni, tuttavia non poté negare a sé stessa che l’aspetto di quell’uomo la attraeva pericolosamente.

Elga si preparò per la serata, decise di indossare un vestito lungo di raso color vinaccia con ampia scollatura e lo spacco laterale che mostrava la gamba sinistra ed un paio di scarpe lucide in pelle nera con i tacchi alti; lasciò i capelli sciolti che le ricadevano sulle spalle, indossò una parure di gioielli d’oro, e truccò il suo viso con un make-up che la rendeva molto attraente che comprendeva mascara nero, ombretto nero glitterato e rossetto rosso ed un tocco leggero di blush sulle guance. Prese una piccola pochette abbinata al colore del vestito dove mise lo smartphone, il rossetto e i documenti d’identità. Salutò Francesca e si diresse con la sua automobile nel luogo dove si sarebbe tenuta la serata.

Appena arrivata, vide che si trattava di una grande villa in stile classico con ampio giardino frontale, c’era già molta gente, tutti vestiti con abiti lussuosi, non aveva mai visto quel luogo. Entrò in casa accompagnata dal custode, all’interno era gremito di persone, dei violinisti suonavano un’elegante melodia che avvolgeva perfettamente l’atmosfera di lusso e ricercatezza; la sala era decorata con fiori e i tavoli imbanditi erano ricchi di pietanze pregiate d’ogni genere, dai dolci agli antipasti molto vari. Poco dopo, il maggiordomo annunciò l’arrivo del padrone di casa, e tutti si voltarono verso le scale che portavano ai piani alti della villa, in quel momento stettero tutti in silenzio. Un giovane uomo dall’aspetto affascinante vestito in abito nero scese le scale salutando cordialmente i presenti ringraziandoli per aver accettato il suo invito per la mostra d’arte, improvvisamente si voltò verso Elga, entrambi rimasero a guardarsi per un lungo attimo con il fiato sospeso, sorpresi di vedersi, “É Dario…non è possibile..?!” Elga trasalì nel vederlo.

CONTINUA…

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s