Il sogno di Charlotte (2 parte) di Laura Clemente

Will stava cercando di recuperare il suo bastone. Per fortuna si ricordava dove lo aveva lasciato l’ultima volta. Così, a passi lenti e con la schiena che faceva sentire la sua vecchiaia, si diresse verso la porta per aprire alla sua giovane ospite. Will non era poi così anziano, ma il duro lavoro nei campi e le scarse condizioni in cui viveva lo avevano reso più vulnerabile . Nonostante l’artrite, Will era contento perché finalmente, dopo lunghi anni di solitudine, poteva condividere con la piccola Charlotte tutti quei pensieri e quei desideri che era stato costretto a tenere rinchiusi nel cassetto del suo cuore. L’arrivo di Charlotte gli aveva soprattutto ridato la speranza, abbandonata il giorno della perdita di sua moglie Angela. Quella pelle delicata, quel viso che sembrava dipinto, i ricci dei suoi capelli ribelli, il suo sorriso raggiante, i suoi occhi, un mare in cui tuffarsi sotto il segno dell’amore, e lei al culmine della sua maternità, con in braccio quella creatura… Dopo questo piccolo salto nella scatola dei ricordi, Will ritornò al presente e aprì la porta.

Charlotte entrò saltellante e si accomodò sullo sgabello che il fratello James aveva realizzato per lei. «Scusami se non sono venuta subito, ma dovevo prima assicurarmi che la mamma stesse bene. È molto malata e ha bisogno di cure e di un supporto morale. Purtroppo sia io che i miei fratelli siamo costretti a lasciarla sola per tante ore durante la giornata»

«Mi dispiace Charlotte, la mamma deve essere fiera di avere una figlia come te. Vedo che mi hai riportato il libro che ti ho prestato l’altro giorno.»

«Sì, ci ho messo un po’ a leggerlo tutto, ma sono felice di esserci riuscita. Il Piccolo Principe esiste veramente?»

«Ogni protagonista di una storia, che sia inventata o che sia reale, può esistere. Ciò che mantiene in vita le cose è il ricordo di esse. Se tu continuerai a ricordare il Piccolo Principe, allora lui ci sarà»

«Io purtroppo non sono mai uscita da questo villaggio e quindi per me il mondo finisce qui. Ieri sera, ho pensato ad una cosa strana mentre guardavo il cielo.»

«Cosa?» chiese Will, curioso di sapere la risposta di Charlotte e sempre più meravigliato dalla sua maturità psicologica.

«Il cielo di notte è pieno di stelle, invece di giorno c’è solo il Sole. Ma se quei piccoli puntini fossero i pianeti descritti nel libro o se comunque il mondo non si fermasse qui?»

«Il mondo non si ferma qui. Sulle stelle non si può andare, ma oltre alla Terra ci sono tantissimi altri pianeti. Se potessi ti porterei in giro per il mondo, è davvero un’ingiustizia che una sognatrice come te non possa godere della sua libertà. Ed è per questo che, sempre se vorrai, la prossima settimana partirai.»

«Partire? E per dove?» domandò Charlotte balzando giù dallo sgabello.

«Per un posto molto lontano da qui. Dovrai prendere la nave e viaggiare qualche giorno prima di raggiungere la meta».

«Ma tu non puoi muoverti, Will. La tua schiena è praticamente bloccata»

«Sarà mio figlio che verrà con te. Avrei voluto fartelo incontrare pochi minuti fa, ma credo tarderà di qualche ora.» Will si chiese se stesse facendo la cosa giusta. Charlotte era diventata una tra le persone più importanti per lui e non voleva perderla rischiando di condurla sulla strada sbagliata.

«Non sapevo che Mark ha deciso di venirti a trovare. Will, mi spiace, anche se vorrei tanto esplorare il mondo, il mio posto è qui, con mia madre e i miei fratelli»

«Sarebbe solo per qualche mese. In ogni caso non voglio forzare le cose». Will pensò a quanto fosse amaro il sapore di un segreto. Continuava a sfiorare la verità ad ogni parola che aggiungeva. Perciò decise di sospendere momentaneamente quel discorso e recuperò il liuto da sopra il tavolo. Il vecchio iniziò a suonare lo strumento e la bambina lo accompagnò con la sua magica voce.

CONTINUA…

Storia originariamente pubblicata sul sito: https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/03/30/il-sogno-di-charlotte-parte-2-2/

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