Elettrica Elettronica di Alberto C.

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Elettrica non era una ragazza ambiziosa o una ragazza che lasciava il tutto al destino, che il destino o il fato facesse il suo corso. No, assolutamente. Elettrica era ambiziossima, arrogante e pretendeva che il MASSIMO prima o poi, meglio prima che poi, entrasse nella sua vita canaglia, parola che amava molto per definirsi, oltre a TIZIA, dato che odiava quel suo nome strambo.

Come già descritto, adorava andarsene a zonzo lungo gli argini del grande fiume, oppure tra i canali e i pioppeti, in bicicletta, una bici sgangherata, tenuta insieme col fil di ferro, ma lei se ne fregava alla grande. Aveva già adocchiato un paio di luoghi dove gitanti della domenica lasciavano le loro bici, legate ad un palo, per andare a farsi un giro a guardare il fiume, o per fare sconcerie, roba che la divertiva molto…qualche volta spiava strisciando sull’erba. Quindi….

…..quindi se c’era bisogno di una ruota nuova, o un sellino andava lì di soppiatto, munita di tutte le chiavi e attrezzi per l’uso e fregava il pezzo mancante al suo spider a due ruote. Non si reputava una ladra, in fin dei conti nel passato c’era stato qualcuno che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Bene, lei era povera, quindi andava benissimo.

Durante i suoi giretti lungo l’argine eterno del fiume, se era una bella giornata, si arrampicava in cima e si sedeva sull’erba a giocare su una console, presa in prestito ad un cretinetti e poi mai più restituita. I suoi giochi preferiti erano quelli di avventura, misteri, enigmi. Soprattutto avventura. Si vedeva eroina nella giungla a trovare tesori, uccidere i bastardi di turno, viaggiare per paesi misteriosi di cui aveva sentito parlare a scuola, quando seguiva l’unica lezione che le interessava molto, la geografia. Infatti era l’unica materia in cui aveva un voto alto, ma anche la storia non le dispiaceva….

….geografia, paesi lontani, avventura, lontano da questa fogna di luogo. Elettrica si stiracchiava e fissava lontano, oltre il fiume, oltre quella palla di pianura, oltre la noiosa esistenza che il destino le aveva momentaneamente assegnato. In questo era davvero ambiziosissima. Il suo idolo, Lara Croft, così bella, così sensuale, con i capelli dello stesso suo colore, era il suo personaggio preferito, se la sognava anche di notte. E via, giù a giocare senza sosta, ripetendo le avventure più volte, per viverle di nuovo e meglio…

….così finchè non scendeva la sera, quindi si metteva la console nello zaino, residuo scolastico, e tornava a casetta, una specie di baracca ma tenuta bene agli interni. Stramba si almeno al suo piccolo ci teneva che fosse decoroso. Nella semi povertà, ma un giorno….

….un giorno sarebbero venuti agenti segreti e le avrebbero detto, LEI e non TU anche se aveva vent’anni, LEI si chiama Elettrica, ha un nome perfetto, ha un curriculum di pestaggi degno di nota, quindi può andare nella giungla a salvare il figlio dell’ambasciatore di XYZlandia o la stronzetta figlia viziata della famiglia PINCO PALLINO rapita da guerriglieri rivoluzionari. In questo caso si sarebbe unita alla guerriglia, una specie di Che Guevara dei poveri, de noaltri, ma ricordata nei secoli come icona…icona…mito.Elettrica si batte il pugno sulla mano, gli occhi le scintillano, i capelli rossi le ballano sulle spalle.

Chi osa, avrà!

Alberto 28/5/2020

Storia originariamente pubblicata sul sito: https://povertaricchezza.org/2020/05/28/elettrica-elettronica/

2 Comentarios Agrega el tuyo

  1. Bellissime parole!😊

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    1. Yleniaely dice:

      Le storie di Alberto sono meravigliose, le adoro! 😃🥰

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