Il filo del destino (1 parte) by Ylenia Ely

Salve a tutti carissimi lettori! Vi presento il primo capitolo del mio romanzo breve che ho iniziato a scrivere durante questi giorni.

Buona lettura!

https://lartenellanima.home.blog/2020/05/04/il-filo-del-destino-1parte/

Il filo del destino (1 parte)

Ore 23.30

Alex è appena uscito dal ristorante dove si era riunito con gli amici dopo il lavoro per cenare insieme. Dopo aver salutato il gruppo,si incammina verso la sua automobile ed in quel momento,iniziò a piovere a dirotto. Aveva dimenticato l’ombrello in macchina,ma non gli importava,la pioggia non lo infastidiva. Udì una voce femminile che suonava chiaramente immersa tra il frastuono del traffico e lo scrosciare della pioggia.

Alex si voltò indietro,e poco più avanti,vide una ragazza che imprecava nervosamente. Si avvicinò a lei per sapere se avesse bisogno d’aiuto.«Scusa se mi intrometto nei tuoi affari, ma ho sentito che sei preoccupata per qualcosa, cosa ti è successo?» domandò alla ragazza con estrema cortesia.La giovane rispose scontrosamente dopo qualche secondo: «Non vedi cosa succede? Sono a piedi,zuppa d’acqua e senza nessuno che possa accompagnarmi a casa ed è quasi mezzanotte,vedi tu! Oggi la sfortuna mi è crollata addosso come un macigno, dannata pioggia!» «Se me lo permetti, ti accompagno io in macchina a casa tua» Disse Alex con una calma serafica. Tuttavia non poté fare a meno di ridacchiare fra sé per lo sfogo della ragazzina.

Sentendo le parole gentili di Alex,lei sollevò il capo, aveva i capelli castani lunghi grondanti d’acqua che le ricadevano ai lati del viso dai tratti somatici delicati, i suoi vispi occhi scuri, scrutarono attamente l’uomo: «Davvero? Mi farebbe davvero piacere, ma non so se posso fidarmi di te…non ti conosco ed è pericoloso salire nell’auto di persone sconosciute», puntualizzò con diffidenza. «Beh…fai un po’ come credi. Io te l’ho chiesto con le migliori intenzioni. Ti giuro che non ho secondi fini contro di te…», replicò imbarazzato l’uomo. «Ti ho sentita lamentarti e vedendoti in questo stato, ho pensato che sarebbe stato meglio accompagnarti a casa in macchina. Fa freddo e sta piovendo molto, può essere pericoloso per la tua salute. Comunque se non ti fidi, non c’è problema, anzi, fai bene ad essere diffidente nei confronti degli sconosciuti, ciò dimostra che sei una ragazza molto saggia».

La giovane dopo averci pensato per un’attimo, accettò: «Sento che posso fidarmi di te, spero di non sbagliarmi, altrimenti mia madre non me lo perdonerà mai e succederà un gran casino…» «Tua madre può stare tranquilla. Puoi fidarti di me», la rassicurò l’uomo.

Alex condusse la ragazza alla sua automobile parcheggiata poco più avanti, aprì le portiere e la fece entrare per prima; Una volta entrati in auto,le domandò dove viveva. Nell’udire il luogo dove abitava,si ricordò con scalpore che in quel condominio,abitava anche una sua importante conoscenza. Mise in moto l’auto e scivolarono lungo la strada trafficata,non parlarono per tutto il tragitto. Appena arrivati dinanzi al portone d’ingresso del condominio, Alex dopo aver salutato la giovane, stava per andar via, ma lei lo fermò: «Aspetta,non mi sono ancora presentata,mi chiamo Francesca,e tu?» «Mi chiamo Alex. Hai davvero un bel nome», disse sorridendo. «Piacere di averti conosciuto, Alex! Se vuoi puoi entrare, non posso lasciarti andare così senza sdebitarmi in qualche modo per questo grande favore che mi hai fatto! Non è da tutti i giorni incontrare persone gentili» Replicò Francesca con leggerezza.

Alex rimase sorpreso dalla sua richiesta alquanto insolita per due perfetti sconosciuti: «Sicura? Magari i tuoi genitori potrebbero arrabbiarsi nel vedere che fai entrare uno sconosciuto a casa». La ragazza insistette: «Puoi entrare,ho capito che non sei un delinquente, forse!» Rise a bassa voce, «Vivo con mia madre, stanotte non c’è a casa poiché è stata invitata ad una cena importante organizzata dai suoi colleghi di lavoro».

Alex la ringraziò ed entrarono nell’edificio. Presero l’ascensore e salirono fino al 4°piano. Una volta entrati in casa, l’uomo rimase piacevolmente colpito dall’arredamento elegante; dei quadri dipinti da pittori famosi facevano bella mostra sulle pareti. I magnifici soprammobili di foggia orientale esaltavano i mobili esotici che arredavano il grande salone. Quella famiglia aveva davvero gusti raffinati. Francesca andò a controllare se in casa ci fosse sua madre, ritornò subito con un’espressione spaventata.

«Mamma è rientrata, parla piano mi raccomando. È andata a riposare nelle sue stanze private, non pensavo che sarebbe rientrata così presto,accidenti…», lo avvertì lei sottovoce,era piuttosto seccata, «Se vuoi posso offrirti qualcosa da bere», aggiunse gentilmente la giovane.«Non preoccuparti. Va bene così, non devi sdebitarti, tranquilla. Ora vado, non vorrei essere d’intralcio ancora per molto tempo, visto che c’è tua madre», disse Alex con riguardo. «Se vuoi posso guidarti per fare una piccola visita alla nostra casa. Mia madre è appassionata di arte e antiquariato, abbiamo molti pezzi d’arredo antichi provenienti da ogni parte del mondo. A casa nostra vengono molti artisti e appassionati di arte e antiquariato per ammirare le nostre collezioni. In fondo siamo abituati a ricevere costantemente la visita di estranei a casa per questo motivo. Vengono anche probabili acquirenti», spiegò la ragazza con gli occhi luminosi per l’emozione. «Se insisti tanto…va bene. Difatti ho notato da subito la bellezza dei vostri arredi, sono affascinato a dir la verità. Vi faccio i miei più sinceri complimenti. Sembra di viaggiare in diversi luoghi del mondo, devono esservi costati una fortuna questi pezzi d’antiquariato e le opere d’arte», Alex si guardava attorno incuriosito, non aveva mai visto così tanti oggetti antichi in un’abitazione, era davvero affascinante. «Vado a cambiarmi i vestiti e a mettermi un asciugamano nei capelli. Aspetta un po’, faccio subito,non fare rumore», Francesca scomparve nel lungo corridoio che portava alle camere. Nel frattempo Alex, osservava con interesse le opere esposte,cercando di cogliere ogni loro particolare. La giovane tornò dopo circa dieci minuti con un asciugamano sulla testa a mo’di turbante e indossava una tuta da ginnastica, «Ora possiamo andare, dobbiamo camminare piano poiché oltre la galleria sono situate le stanze private di mia madre,trascorre lì la maggior parte del suo tempo quando è a casa».

Francesca aprì una porta che separava il salone,e gli fece cenno di seguirla. Si inoltrarono a passi lenti lungo l’infinito corridoio dove erano esposti dei dipinti molto grandi e statue marmoree che rappresentavano seducenti figure umane. Delle teche di vetro racchiudevano libri antichi,vasi preziosi e diversi oggetti bizzarri. Ascoltò attentamente le descrizioni di Francesca man mano che si soffermavano ad osservare uno dei pezzi esposti,era una ragazza molto colta. La suoneria di un cellulare ruppe improvvisamente il silenzio: «Sta squillando il mio telefono, vado a vedere chi è,tu nel frattempo continua ad ammirare le opere, ok? sto tornando» Francesca corse a controllare chi la stava chiamando. Alex si sentiva in imbarazzo a stare da solo in casa di persone a lui sconosciute, non gli era mai capitato prima d’ora. Continuò comunque ad osservare i quadri e gli oggetti incuriosito da tanta arte, sembrava di stare ad una mostra.

Notò in fondo al corridoio una porta socchiusa; rapito dalla bellezza delle opere d’arte che aveva ammirato fino a quel momento, era curioso di vedere cosa era contenuto in quella stanza.Si affacciò come per paura di rovinare la sacralità del suo contenuto, ma non riuscì a distinguere granché da quello spiraglio, poiché l’unica luce presente,era la luce fioca emanata da una lampada. Aprì la porta intarsiata in legno scuro, e a primo impatto gli si parò dinanzi un altro grande salone illuminato da una lampada che donava all’ambiente una calda ma leggera tonalità aurea. Era arredato con dei lussuosi mobili in stile antico scolpiti nel più puro ebano ed enormi librerie con gli scaffali colmi di libri di ogni epoca. Un profumo aromatico di spezie e legni esotici misto ad una nota di tabacco permeava la sala. La fragranza era talmente forte da pungergli le tempie come se fossero aghi.Vide un’elegante vestito nero abbandonato sul pavimento ricoperto dal tappeto persiano, più avanti vi erano un paio di scarpe in pelle nera lucida e con i tacchi alti; pensò che la residente di quell’abitazione non fosse molto ordinata…decise comunque di raccogliere il vestito. Comprese di essersi inoltrato involontariamente nelle camere private della padrona di casa; fece molta attenzione a non fare alcun rumore. Posò il vestito sopra la poltrona rivestita di velluto rosso situata accanto al tavolo. I suoi occhi si soffermarono sugli oggetti posati sopra il tavolo rotondo posto al centro della sala. Risaltava un vaso contenente meravigliose orchidee violacee,una parure di gioielli d’oro e un posacenere metallico con all’interno il mozzicone ancora acceso di una sigaretta,dal quale fuoriusciva un sottile filo di fumo. Doveva essere una donna molto raffinata la madre di Francesca, pensò lui, nonostante il disordine che imperava nella sua stanza.

Si avvicinò ad una zona separata da delle tende nere damascate che scostò delicatamente.Rimase senza fiato,come se fosse divenuto improvvisamente di pietra. Era la camera da letto della madre della giovane. Conosceva perfettamente quella donna, era Elga. La donna era distesa sul letto, profondamente addormentata, avvolta in un lenzuolo di raso lucido color vinaccia che ricalcava perfettamente le sue armoniose curve morbide. Rimase immobile a guardarla,intenerito. Il cuore di Alex batteva all’impazzata, quasi non riusciva a respirare. Avrebbe voluto far scorrere le sue mani seguendo le curve del corpo perfetto della donna e baciare ogni centimetro della sua pelle delicata. La accarezzò con lo sguardo, che assunse un velo di malinconia. I capelli corti color mogano le ricadevano scompigliati sul viso, sulle labbra leggermente dischiuse aveva ancora tracce di rossetto rosso, la sua pelle liscia e vellutata dalla tonalità leggermente ambrata, pareva dipinta su tela per quanto era perfetta. In quel momento comprese che non avrebbe mai potuto amare un’altra donna che non fosse lei. L’aveva conosciuta durante una delle sue uscite in gruppo con gli amici; rimase attratto da lei fin dal primo istante in cui i loro occhi si incrociarono. Si stavano frequentando da pochi giorni. Vi era stata qualche uscita per bere un caffè o una birra al bar dopo il lavoro. Alex non sapeva che Elga avesse una figlia adolescente. Rimase quasi scioccato da questa scoperta. Era destino che lui scoprisse la verità.Si chinò accanto al letto per contemplare la bellezza del suo viso; con dita leggere le sfiorò le palpebre chiuse e la guancia per poi scendere sulle labbra calde e umide, desiderava ardentemente quelle labbra…non seppe resistere oltre,la baciò lievemente per non svegliarla. «Ti amo» sussurrò con un sospiro sulle labbra della donna; prima di congedarsi le baciò con ardore il labbro inferiore. Si alzò e a malincuore, abbandonò la camera,ma non prima di averle rivolto un ultimo sguardo appassionato.

Udì la voce di Francesca e ritornò nella galleria,appena la vide,le disse che doveva andare via poiché si era fatto molto tardi,era visibilmente sconvolto. «Ci rivedremo un giorno?» Domandò con tono triste Francesca. «Si,ne sono sicuro,ci rivedremo molto presto. Per favore,non dire niente a tua madre del nostro incontro, dille se ti chiede che sei rientrata con i tuoi amici, preferirei che restasse un segreto…» rispose Alex cercando di trattenere l’evidente ansia mista ad emozione. «Tranquillo, avevo già pensato di non dire niente di te a mia madre. In particolare se sa che ti ho fatto entrare in casa senza il suo permesso,mi metterebbe in punizione e non mi farebbe uscire per settimane probabilmente!» rise la ragazza.

Francesca lo salutò calorosamente, dopodiché l’uomo, si diresse verso l’ascensore. Alex uscì dall’edificio ed entrò in macchina; dal finestrino dell’auto vide Francesca che lo guardava fuori dal terrazzo del salone, la salutò ancora una volta con un gesto della mano.Ripensava alla stranezza del destino; aiuta una ragazza in difficoltà e scopre che è in realtà la figlia dell’amata. Decise di non dire niente ad Elga quando l’avrebbe rivista,per il momento voleva tenere per sé quel prezioso attimo denso di emozioni.

Comprese che Elga era una donna molto riservata, non gli aveva mai detto di avere una figlia, gli aveva parlato approssimativamente della sua passione per l’arte, qualcosa sui suoi hobby preferiti, opinioni personali e discorsi amichevoli piuttosto leggeri e frivoli; la donna non aveva mai toccato argomenti personali. Non sapeva neanche che Elga avesse una forte passione per l’antiquariato. Probabilmente non era ancora sicura se lui sarebbe stato l’uomo con cui avrebbe trascorso la sua vita. Alex si accorse che aveva quasi smesso di piovere, mise in moto l’automobile e scivolò nel buio della notte.

CONTINUA…

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